30 marzo 2007

Medaglia di bronzo per Loris Facci

(foto da Internet)
MELBOURNE - L'italiano Loris Facci ha vinto la medaglia di bronzo nei 200 rana ai Mondiali di nuoto: il suo tempo è stato 2'11"03. L'oro è andato al giapponese Kosuke Kitajima (2'09"80), mentre l'argento all'australiano Richard Brenton (2'10"99). Subito dietro Facci si è piazzato un altro azzurro, Paolo Bossini, che ha chiuso la gara al quarto posto. In una giornata che ha visto anche la nostra Alessia Filippi qualificata per le finale di 200 dorso, e - nella stessa specilità, sul fronte maschile - lo storico record mondiale dello statunitense Ruan Lochte.

La gioia di Facci. "Il sogno c'era, adesso è realtà. Me lo meritavo, ho lavorato duro tutto l'inverno". Queste le prime parole ai microfoni di Rai Due di Facci. "Va benissimo così - ha aggiunto - è un terzo posto ai Mondiali. Non so che cosa dire, sono emozionatissimo. Dall'anno scorso ho fatto solo cose migliori nonostante la squalifica".

(Informazione da La Repubblica)

29 marzo 2007

Concerti di Vesuvius e Il Clisbee (Stradivarius) nel Castello di Alaquàs

(foto da alaquas.org)

Oggi, con motivo della riapertura (dopo i lavori di restauro) del chiostro del Castello rinascimentale d'Alaquàs avrà luogo un concerto con il violino Vesuvius della collezione di Antonio Stradivarius. Ci saranno altri concerti del violino Stradivarius Il Clisbee (1669) il 23 e il 25 aprile (alle 20.30h). Per comprare i biglietti (10 euro) potete telefonare al Passatge, tel. 961502343. Questi concerti saranno possibili grazie alla collaborazione con il Comune di Cremona, giacché i violini sono proprietà di questo Comune.

27 marzo 2007

Vi piace il cioccolato?


(foto da Internet)
«Il cioccolato fa bene al cuore». «Abbassa la pressione del sangue». «Contiene polifenoli che fanno benissimo alla salute». «E' antidepressivo». Da un po' di tempo si rincorrono sui media notizia favolose sul «cibo degli dei» caro ai Maya. E le notizie sono (quasi) sempre regolarmente fondate su studi scientifici diligentemente citati dai giornalisti.
Insomma una vera pacchia: se uno degli alimenti più buoni del mondo fa persino bene...
Ma non proprio tutti la pensano così. Un esperto nutrizionista interpellato da Corriere.it ha più di un dubbio e dice: «Non è tutto vero». Gli studi scientifici non dicono la verità? «No, ma bisogna leggerli bene».
Però c'è anche chi prende le difese (in parte) delle virtù del cioccolato.
Il dibattito in questa intervista video

Se vi piace il cioccolato, vi invitiamo a visitare il chococlub, l'Associazione Italiana di Amatori del Cioccolato.
(Notizia da Corriere.it)

25 marzo 2007

Conferenza: Il Giallo all'italiana


(disegno da Negraycriminal)

Il Centro Giacomo Leopardi vi invita alla Conferenza Il Giallo all'italiana, a carico della Professoressa Viviana Trevi, il 30 marzo alle 19.00 nel Saló de Graus de la Facultat de Filologia, Av. Blasco Ibáñez nº21, Valencia. Siamo sicuri che questo argomento sarà del vostro interesse.

22 marzo 2007

E' primavera?





(Disegno di Yamauchi Kazuaki)



21 marzo 2007

Il gemellaggio fra Cremona ed Alaquàs

(fotografia da internet):Cremona

Il gemellaggio è, secondo Demauroparavia, "un legame simbolico stabilito tra due città di nazioni diverse, atto a stabilire o sviluppare più strette relazioni economiche, politiche e culturali". Le città di Cremona (Italia) e di Alaquàs (Valencia, Spagna) hanno firmato un patto di gemmellaggio nel 2004. Nella pagina del Comune di Cremona ne leggiamo le ragioni:

Le ragioni del gemellaggio vanno ricondotte al legame esistente tra la città di Cremona e la città di Alaquàs nel periodo in cui la Lombardia era sotto il dominio spagnolo. Alla fine del XVII o al più tardi all'inizio del XVIII secolo Don Felix Pardo de la Casta, fratello di Don Baltasar Pardo de la Casta signore di Alaquàs, fu nominato governatore militare di Cremona dove conobbe e sposò Margherita Lodi. Dal matrimonio nacque una figlia, Mariana Pardo de la Casta y Lodi. Don Felix morì a Cremona e fu tumulato nella chiesa di S. Ilario (sopra la sua tomba si può ancora vedere una lapide commemorativa).

Fotografia da Internet: il Castello di Alaquàs

Mariana Pardo de la Casta y Lodi visse a Cremona dove sposò Giovan Battista Manfredi, appartenente ad uno dei casati più in vista allora in città al quale era stato concesso il titolo marchionale dall'imperatore Carlo VI. Giovan Battista Manfredi era maggiore della Polizia Urbana di Cremona ed abitava con la sua famiglia in un palazzo vicino alla chiesa di S. Agata. La coppia ebbe un figlio, Giuseppe Manfredi y Pardo de la Casta, 12° marchese del casato Manfredi, che morì a Cremona nel gennaio del 1744 e fu sepolto nella chiesa di S. Agostino. Sposato con la cremonese Barbara Raimondi, Giuseppe Manfredi ebbe a sua volta un figlio, chiamato Giovan Battista, 13° marchese del casato Manfredi, morto nei pressi di Cremona e sepolto nella chiesa di S. Abbondio dai padri teatini nel dicembre 1770. Fu proprio Giovan Battista Manfredi ad ereditare la signoria di Alaquàs alla morte di Don Baltasar Pardo de la Casta, non avendo avuto quest'ultimo nessun discendente diretto. Si ricostituisce in questo modo il legame tra Cremona e la cittadina spagnola.
Nel momento in cui ricevette la reggenza del feudo posto nel territorio di Valencia, il marchese Manfredi viveva nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso in S. Abbondio ed era sposato con Teresa Fraganeschi, imparentata con l'allora vescovo di Cremona. Giovan Battista Manfredi prese possesso della signoria di Alaquàs il 18 gennaio del 1772. Suo successore fu il figlio, Giuseppe Ignazio Manfredi, che nel 1806 si trasferì nella parrocchia di San Michele di Cremona. Sino alla metà del XIX secolo il feudo di Alaquàs venne governato secondo direttive impartite da Cremona. A partire dalla metà del XIX secolo Ignazio Manfredi ed i suoi successori misero in vendita i loro possedimenti terrieri spagnoli, compreso il palazzo nobiliare. Questo edificio, noto come il Castello di Alaquàs, è stato da poco acquisito dalla Municipalità di Alaquàs che, attraverso un sapiente ed attento restauro, lo ha trasformato in un centro culturale tra i più vivaci ed importanti della città.



Opere di Anguissola e Campi (immagini da Internet)

Dal 29 Marzo potete visitare nel Castello d'Alaquàs la mostra Realisme i espiritualitat, con lavori di Campi, Anguissola, Caravaggio ed altri artisti cremonesi e spagnoli dal seicento all'ottocento, e la mostra Cremona, città dell'arte.

14 marzo 2007

Hugo Pratt


(immagine da Internet)

Hugo Pratt è uno dei maestri indiscussi del fumetto. Nel 1967 crea Corto Maltese, il suo personaggio più conosciuto. Nelle sue storie ci sono sempre dei luoghi geografici importanti e dei paesi esotici. Uno dei suoi capolavori è La Ballata del Mare Salato.
Dal 24 marzo al 18 ottobre il Palazzo Squarcialupi di Siena ospita Periplo immaginario la prima mostra antologica sul fumettista riminese. Un giro del mondo attraverso i luoghi reali e fantastici segnati dal tratto indistinguibile del grande artista. Vi invitiamo a vedere ed ascoltare l'audiogalleria di kataweb.

13 marzo 2007

Come si scrive una lettera?



(foto da Internet)

Cos'è la lettera? Come si scrive e organizza una lettera? Quali sono le parti di una lettera? Quali sono i modelli e la disposizione corretta? Secondo la guida pedagogica ideata da Nicla A.Gargano e Anne Urbancic, dell'Università di Toronto, in collaborazione con il professore Guido Cappelletti:

I primi esempi di "lettere" risalgono alla fine del III millennio a.C. circa, in Babilonia e in Assiria. "Scritte" su tavolette d'argilla (in seguito, di terracotta) si fanno seccare al sole o al fuoco. Per evitare che vengano lette da estranei, vengono avvolte in uno strato di argilla fresca sul quale s'imprime il sigillo del mittente e il nome del destinatario.

Più tardi, i
Fenici, i Greci e in seguito i Romani, continuano ad adoperare le tavolette di legno, e iniziano a legare insieme due o più, e a ricoprirle di uno strato di cera su cui la lettera viene scritta con lo stilo, il tutto poi sigillato con una cordicella e col sigillo del mittente.

Ancor prima, sono gli egiziani che iniziano a scrivere con giunco, cannuccia e inchiostro su papiri arrotolati, legati e sigillati destinati per lunghi viaggi. In Egitto e in Mesopotamia, si usa anche la pergamena ricavata da pelle di animali, soprattutto da quella di pecora, ma è una pratica meno diffusa rispetto al papiro.

Tuttavia, a causa del forte calo della produzione di papiro, si comincia a diffondere l'uso della pergamena vera e propria per scrivere lettere. Durante il Medioevo, è la pergamena a essere quasi esclusivamente usata per la corrispondenza scritta. Le lettere si arrotolano, si annodano e si sigillano. Anche gli scribi copiano e compilano formulari epistolari sempre su pergamena.
Le lettere si continuavano a scrivere su fogli grandi di pergamena ripiegati più volte e inviati chiusi. Poi la carta sostituisce quas
i completamente la pergamena.

In questa pagina dell'Università di Toronto troverete le risposte alle domande fatte prima. Troverete inoltre un eserciziario per corsi medi e avanzati, il sito del verbo, una pagina con i grandi personaggi del millenio e il segnalibro elettronico.
Se invece volete scrivere una lettera (di amore, di saluto, di commiato...) e pubblicarla, c'è un sito, lettereinrete, dove potete farlo. Buon lavoro!

12 marzo 2007

Il genio di Carlo Mollino

Carlo Mollino (1905-1973) architetto, designer e fotografo singolare, è una figura molto importante del modernismo novecentista italiano. Fra le sue opere architettoniche spicca il Teatro Regio di Torino, la Casa Miller e la Casa Devalle. Mollino è stato anche pilota di aeroplani e di auto da corsa, scrittore e ottimo sciatore, nonché direttore della Coscuma (commissione delle scuole e dei maestri di sci)



Molti dei suoi mobili sono esposti alla GAM, e progettò alcune auto da corsa come la Nube d'Argento e il Bisiluro, che partecipò alle 24 ore di Le Mans. Ebbe inoltre una grande passione per la fotografia: fotomontaggi di sue architetture, foto di stampo surrealista o ritratti femminili in polaroid.
(foto da Internet)

8 marzo 2007

8 marzo, la giornata internazionale della donna



(foto da www.comune.modena.it)

L'otto marzo è, come tutti sapete, la giornata internazionale delle donne. Vi invitiamo a leggere il post di Chiodo Schiaccia Chiodo e questo articolo sulle origini di questa giornata e su come si festeggia oggi in Italia (le mimose che vengono regalate alle donne e il modo in cui alcune ragazze italiane commemorano questa giornata...). Ci è sembrato anche molto interessante ricordarne non solo le origini, ma anche il senso. Perciò, vi riportiamo alcune notizie che abbiamo letto sul sito di Amnesty International :

La violenza sulle donne è un cancro che divora il cuore di ogni società, in ogni paese del mondo. Sia in tempo di pace che in tempo di guerra, le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, private del diritto all’esistenza stessa. Almeno una donna su tre, nel corso della propria vita, ha subito gravi forme di violenza.

La violenza colpisce in più modi le donne nei conflitti armati: le bambine soldato sono regolarmente stuprate dai propri commilitoni; le donne e le bambine estranee ai combattimenti vengono mutilate, stuprate e uccise come si trattasse di trofei di guerra; il rientro dei soldati nelle proprie case produce un ulteriore aumento della violenza domestica.
Milioni di donne sono sottoposte a violenza domestica da parte dei propri compagni e familiari, la vergogna e il timore le inducono a non denunciare l’accaduto e, quando trovano questa forza, raramente vengono prese sul serio. Il fenomeno è diffuso ovunque, Europa compresa.

In questo sito abbiamo conosciuto questa iniziativa, la proiezione del film Aspettando Bordertown a Roma, alla Casa del Cinema (largo M. Mastroianni 1, a partire dalle 10).

“Bordertown”, presentato al recente Film Festival di Berlino, in uscita in Italia il 23 marzo col patrocinio di Amnesty International, racconta 14 anni di omicidi seriali di donne nello Stato messicano di Chihuahua. La protagonista, Jennifer Lopez, cui Amnesty International ha conferito quest’anno il proprio premio “Artists for Amnesty”, è una giornalista che indaga su questi delitti irrisolti.

Dal 1993, più di 400 donne sono state barbaramente assassinate a Ciudad Juárez e in altre città dello Stato messicano di Chihuahua. Le indagini locali sono risultate profondamente inadeguate, tra depistaggi, colpevoli ritardi, mancato transennamento e protezione della scena del delitto e falsificazione delle prove.

E poi...

Ricordate la pubblicità di Dolce e Gabbana che è stata ritirata in Spagna? Anche su questo parla il sito di Amnesty:

La Sezione Italiana di Amnesty International ha duramente criticato la nuova campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana, presentata in questi giorni anche in Italia.
La campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana presente sui mezzi d'informazione rischia di rappresentare un'apologia dell'uso della violenza nei confronti delle donne ed è un contributo veramente inaccettabile dei due stilisti italiani alla vigilia della Giornata internazionale della donna. L’associazione auspica che, come recentemente successo in Spagna, sia ritirata al più presto.
Dal 2004, Amnesty International conduce la campagna mondiale "Mai più violenza sulle donne", per denunciare e fermare un fenomeno che colpisce, in molti paesi, due donne su tre e da cui l'Italia non è affatto immune, come denunciato dall'ultimo rapporto Istat. Il diritto delle donne a vivere libere dall'incubo della violenza ha bisogno di tutto meno che di immagini come quelle di Dolce e Gabbana.

7 marzo 2007

Il Brunello di Montalcino



(foto da montalcino.net)

Il Brunello di Montalcino è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) prodotto in Toscana, nel territorio del comune di Montalcino in provincia di Siena.

Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Brunello di Montalcino deve possedere le seguenti caratteristiche organolettiche:

  • colore: rosso rubino intenso tendente al granato.
  • odore: caratteristico ed intenso.
  • sapore: asciutto, caldo, un po' tannico, robusto, armonico, persistente.
(foto da cosetipiche.it)

Nel blog di Aristide, leggiamo queste parole dello scrittore Mario Soldati, tratte dal suo reportage "Vino al Vino - alla ricerca dei vini genuini":

"(...) il Brunello non è, come il Nobile, come la Vernaccia, e come tutti i Chianti, un vino tradizionalmente prodotto nel luogo dalla popolazione del luogo: ma è l'invenzione di un singolo".

Vi invitiamo inoltre a leggere i post di Winelovers e di Alice e il vino su questo vino, il Brunello di Montalcino.

5 marzo 2007

Finisterre, L'inventore del biliardino

E' morto Alejandro Finisterre, poeta, filosofo, editore, ballerino di tip tap e fiero oppositore del regime di Francisco Franco. Tra i primi dirottatori aerei della storia dell'aviazione. Anche se il suo nome non passerà alla storia per tutto questo, ma per aver inventato il futbolìn, cioè il calciobalilla, il biliardino nella versione più moderna. Un'idea di cui parlò sempre poco perché non ne andava particolarmente fiero. Più importante l'impegno poetico e politico. Ma anche il metegol, come dicono in Argentina, bordfodbold come si scrive in danese o langirt alla turca - e a voler elencare tutti i paesi che l'hanno importato e inserito nei loro vocabolari c'è di che annoiarsi - nacque con uno scopo nobile.
Dalla creatività di un ragazzino diciassettenne che rimase ferito da una delle bombe che insaguinarono il suo paese nel corso della guerra civile spagnola. Ricoverato in ospedale, Alejandro si accorse che la maggior parte dei suoi compagni di corsia erano adolescenti come lui, ma più sfortunati perché a causa delle ferite avevano subito l'amputazione degli arti inferiori. Mai più corse nei prati, mai più calci a un pallone. Un orizzonte cupo, a cui cambiare presto tinta. Appassionato di ping pong, Finisterre pensò che se poteva giocare a una sorta di mini tennis con racchette e tavolo verde, lo stesso si poteva fare con il calcio.
(foto tratte da Repubblica)

Ed ecco che grazie a un carpentiere che lavorava nell'ospedale, piccoli giocatori di legno vennero infilati in lunghe aste orizzontali. Poi due aperture sui lati corti del piano di compensato che reggeva tutta la struttura, circondate da una piccola rete, proprio come quella del futbòl vero. L'invenzione venne prontamente registrata nel 1937 a Barcellona, anche perché qualcosa di analogo già esisteva a opera del tedesco Broto Wachter, che ne aveva realizzato una versione più semplice sei anni prima, a cui mancavano però le sagome dei calciatori. Grande successo, altrettanta la sfortuna.

Finita la guerra e insediato il regime di Franco, Finisterre scappa verso la Francia attraversando clandestinamente i Pirenei. Una pioggia torrenziale, e il prezioso plico che documenta la sua creazione diventa una pappa inutilizzabile di cellulosa. La parentesi del biliardino per lui finirà qui, con la sola eccezione di una partita giocata con Ernesto Che Guevara, almeno così riportano succintamente i biografi. Quello che viene dopo costituirà il vero nucleo della sua lunga esistenza durata 87 anni. Dopo un breve rientro in patria che gli permetterà di laurearsi in filosofia, Alejandro soggiornerà prima in Francia e poi in Ecuador, Guatemala e Messico, dove incontrerà l'uomo a cui dedicherà una devozione che finirà solo con la morte, il poeta spagnolo - altro esule a causa del regime - Leòn Felipe.

Per lui, e molti connazionali letterati fuggiti in Sud America, si improvviserà editore pubblicando le loro opere oltreoceano e in Spagna dopo la morte del "generalissimo" aiutandoli a passare alla storia. Finisterre è un uomo esperto nell'arte di arrangiarsi: uno dei dieci figli di un radiotelegrafista poi divenuto ciabattino, per mantenersi lavorò come muratore, imbianchino e anche ballerino di tip tap, riuscendo a farsi scritturare in una delle compagnie più in vista del suo paese. La capacità di sviluppare soluzioni argute nei momenti di difficoltà gli servirà anche quando verrà coinvolto nel colpo di stato del '54 in Guatemala orchestrato dalla Cia.

Corriere di documenti riservati di una delle nazioni che riconoscevano la repubblica franchista, verrà rapito da agenti spagnoli e imbarcato su un aereo diretto a Madrid. A bordo l'illuminazione: preso il sapone della toilette, lo avvolge nella carta stagnola fingendolo un'arma e costringendo il pilota a sbarcarlo a Panama.

Finisterre, che poi si chiamava Alejandro Campos Ramìrez - Fisterra era la sua città d'origine che adottò come cognome - non ha mai concesso volentieri interviste a causa di una timidezza quasi patologica e altrettanto leggendaria della sua vita avventurosa. Per gli ultimi giorni della sua lunga esistenza scelse Zamora, la città in cui era nato il poeta Leòn Felipe, approdando in ritardo tra i necrologi della stampa che danno notizia della sua morte a distanza di diverse settimane. La data sulla lapide è 8 febbraio, ma c'è chi ha scritto il 9 stampando la notizia il 16, o 8 uscendo il 13 nel caso di El Paìs o di nuovo il 9 come il Guardian che l'ha pubblicata il 24. Lui probabilmente avrebbe apprezzato la varietà delle interpretazioni.

Fonte: Articolo di Gaia Giuliani, apparso su Repubblica.

2 marzo 2007

Seminario su Petrarca

(Immagine da comunicazioni.it)
Il Professore Juan Carlos de Miguel, docente dell'Università di Filologia di Valenza ci ha inviato queste informazioni:
La settimana prossima sarà a Valencia Luca Marcozzi, ricercatore dell' Università degli Studi Roma Tre. È un prestigioso specialista in Petrarca, che conta con un brillante curriculum. Ha preparato un programma seminariale per professori e studenti che si svolgerà nella Facultat de Filologia. Queste sono le attività previste:

  • Lunedì 5/III/07, 12 a 14 h., aula 403 bis (4º piano): "Aggiornamento bibliografico petrarchesco".
  • Mercoledì 7/III/07, aula 102 (1º piano): 12 a 13 h. "Il pianto nel 'Canzoniere' di Petrarca",
    13 a 14 h. "Commento di RVF, 129 ('Di pensier in pensier, di monte in monte')".
  • 12 a 13 h. "Il pianto nel 'Canzoniere' di Petrarca", 13 a 14 h. "Commento di RVF, 129 ('Di pensier in pensier, di monte in monte')".



Slowfood

(foto da vignamaggio.it)

Slow Food è un’associazione internazionale non profit nata in Italia nel 1986: oggi coinvolge 40.000 persone in Italia e più di 80.000 nel mondo, in 130 Paesi dei cinque continenti. Le condotte e i convivium (350 in Italia e oltre 400 all’estero) sono il punto di riferimento del Movimento sul territorio e organizzano iniziative per gli associati.

Slow Food promuove il diritto al piacere, a tavola e non solo. Nata come risposta al dilagare del fast food e alla frenesia della fast life, Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni angolo del mondo, per consegnare il piacere di oggi alle generazioni future.
Slow Food rieduca i sensi assopiti, insegna a gustare e a degustare. Allenare il palato a riconoscere le differenze rende l’amore per il cibo un’esperienza universale. E permette a consumatori “educati” di indirizzare verso la qualità – gastronomica, ambientale e sociale – le scelte produttive.

Slow Food, attraverso progetti (Presìdi), pubblicazioni (Slow Food Editore), eventi (Terra Madre) e manifestazioni (Salone del Gusto, Cheese, Slow Fish) difende la biodiversità, i diritti dei popoli alla sovranità alimentare e si batte contro l’omologazione dei sapori, l’agricoltura massiva, le manipolazioni genetiche. È una rete di persone che si incontrano, che si scambiano conoscenze ed esperienze. Un’associazione che ha fatto del godimento gastronomico un atto politico, perché dietro a un buon piatto ci sono scelte operate nei campi, sulle barche, nelle vigne, nelle scuole, nei governi. E ogni scelta ha un sapore diverso.

Fonte: slowfood

1 marzo 2007