13 gennaio 2009

Probabilmente Dio non esiste



(foto da Internet)

Dal 4 febbraio due mezzi pubblici genovesi diffonderanno il messaggio lanciato dall’Unione Atei. L’idea dei bus atei è stata della British Humanist Association ed è stata ripresa in Spagna, in Australia, negli stati Uniti e in Italia. La campagna italiana inizierà a Genova il 4 febbraio.

La traduzione dello slogan inglese, il cui senso è stato riportato anche nello slogan spagnolo, è:

Probabilmente Dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita.

Invece, lo slogan negli Stati Uniti è diventato:

Perché credere in Dio? Sii buono per amore della bontà.

In Australia, dove la campagna è stata bloccata, lo slogan era:

Gli atei dormono la domenica mattina

In Italia, il messaggio della campagna è:

La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno.

Ci sono state delle reazioni da parte della Chiesa cattolica. Il cardinale Paul Poupard ha detto che l’iniziativa è ridicola e stupida, e Monsignor Gianfranco Ravasi l’ha definita “una carnevalata, opera di un ateismo non pensante”.

E voi, che ne pensate di questi slogan?

4 commenti:

MAIUSCOLE ha detto...

Ho seguito con non poca attenzione la vicenda della pubblicità degli atei sui mezzi pubblici. Credo sia la prima volta da quando sono al mondo che mi capita di leggere parte di un messaggio pubblicitario di tale peso sociale, non ingannevole: "la cattiva notizia è che Dio non esiste". Personalmente non condivido la seconda parte del messaggio "quella buona è che non ne hai bisogno". Nonostante io sia quasi del tutto indifferente verso determinati argomenti e ambienti, ritengo che sia molta la gente ad aver bisogno di credere, e per innumerevoli motivi, soprattutto in alcune zone del pianeta, dove ancora oggi una fede sostituisce sotto certi aspetti anche l'acqua e il cibo. Fa quasi sorridere (ma non dovrebbe), l'idea che un tale messaggio possa apparire sul "culo" degli autobus proprio in Italia, il paese che all'interno della propria area geografica comprende lo stato della Città del Vaticano e la dimora del papa. Sono un po' confuso e perplesso riguardo l'alternativa ai religiosi, composta da una fazione di sedicenti atei. Effettivamente se si guardasse al passato, nei secoli, alle persone perseguitate, esiliate, torturate, ammazzate, ridicolizzate, messe a tacere e imprigionate, in nome di Dio e del cristianesimo, ancora oggi tutti i potenti della chiesa andrebbero appesi nelle piazze sino ad esaurimento scorte. Ed è bene non porsi troppe domande nemmeno sul loro operato attuale e sul reale ruolo della chiesa nella società attuale, altrimenti credo finirebbe male; e di casini in giro francamente ce n'è a sufficienza. L'intento intramontabile di raccogliere denaro e delimitare il pensiero e le opinioni del prossimo è alla base di ogni credo. Non penso che gli atei abbiano mire differenti da quelle dei cristiani o da quelle dei rappresentanti di altri ambienti religiosi. Tutti, atei compresi, sanno che una persona per problemi psicologici correlati a una patologia, all'età, alla solitudine, all'ignoranza, può cadere in queste trappole (e spesso è così), tentando di gestire una situazione negativa mediante un'illusione di massa ben radicata nel senso comune. Di uomini, donne e bambini in difficoltà, disposti in nome di una via d'uscita da un inferno personale, ad accettare qualsiasi strada e consiglio, con relativa obbedienza e disponibilità (affrontando senza batter ciglio anche eventuali relative spese di "rito") se ne trovano sempre. La storia insegna: teorie e conclusioni contenute nei presunti testi sacri (di tanto in tanto modificate dagli addetti ai lavori in base al periodo storico e alle esigenze di copione) non servono ad altro che a confondere irrimediabilmente la mente di chi non ha mezzi propri per capire. Gli atei, e non mi stupirei affatto se un giorno si venisse a sapere che alla base di questa vicenda destinata ad avere un seguito in tutti i sensi vi sia un'iniziativa proprio di stato e chiesa, presenteranno immagino presto un loro testo "sacro" per indicare al popolo i percorsi da seguire. Percorsi brevi e agibili verso nuovi conti bancari. Possiamo starne certi.
Attualmente oltre all'Italia hanno accettato questa insolita iniziativa alcune città della Gran Bretagna, degli Stati Uniti, della Spagna e se non sbaglio, solo l'Australia non ha accettato. Immagino comunque che la lista dei paesi a favore e non, sia destinata ad allungarsi.

marieta ha detto...

io non penso che sia brutto dire cosa si pensa, ma pagare una publicità perche tutto il mondo sapia cosa pensate... non riesco a capire si questo ti fa meglio che gli altri...enfin..

Marta ha detto...

Mah! Io credo che sia una scusa per riflettere. La Chiesa Cattolica ci ha bombardato durante secoli con la sua propaganda. Il peggio è che in questo caso siamo stati tutti noi a pagarla con le nostre tasse, nolenti o volenti!

Anonimo ha detto...

Io penso che questi slogan sono molto divertente.Mi piace piu l'italiano. Però penso che gli atei possono avere problemi...