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3 ottobre 2011

Costruisci una sedia di cartone



(Da deabyday.tv)

E se davvero volete costruirne una, ecco la pagina da dove vi potete scaricare i pattern gratuitamente: foodschool

5 novembre 2008

Le sedie di Harry Bertoia




(foto da Internet: Diamond Chair e Side chair, 1952)

Se vi piacciono le riviste di arredamento, sicuramente riconoscerete queste sedie, create da Harry Bertoia (1915-1978), uno scultore e designer friulano che intraprese la sua carriera negli Stati Uniti, dove fu membro della Cranbrook Academy of Art. Bertoia è conosciuto internazionalmente per la creazione di una serie di sedie, che, ancor oggi, possiamo vedere non solo nelle fotografie di tutte le riviste di arredamento ma anche sui set di molti film e fiction.
(foto da Internet: Bird Chair, 1952)

Si tratta di sedie con struttura a rete metallica e spesso ispirate a forme organiche, come, ad esempio, la Bird Chair, a forma di uccello, o la Diamond chair, la più famosa. Come potete vedere, un altro esempio di design italiano che ha avuto successo in tutto il mondo.
Secondo l'autore,
"se si guardano queste sedute, ci si rende conto che sono fatte soprattutto d'aria, come una scultura, perchè lo spazio le attraversa"
In questo video potete vedere una mostra sulle sculture sonore di Bertoia


18 aprile 2008

Il Salone del Mobile della Triennale

Se siete per caso a Milano in questi giorni, non mancate all'appuntamento con il Salone Internazionale del Mobile della Triennale. Nel Salone si possono visitare, fra altre, le seguenti mostre:


In mostra anche la magnifica sedia Emeco, firmata Sottsass, adesso ammorbidita, colorata e anche ridimensionata.

(foto da Internet)

20 novembre 2007

L'eco-design


(libreria di Marco Capellini. Immagine da capcon.it)

Fate la raccolta differenziata? Riciclate i rifiuti? Sapevate che, oltre a contenere l’inquinamento ambientale si possono creare degli oggetti riutilizzando questi materiali?

Una tendenza recente nel design, sempre più diffusa è quella di cercare prodotti realizzati con processi a ridotto impatto ambientale. Praticamente ogni materiale (gomma, alluminio, vetro o carta) può riavere una nuova vita, senza causare danni all'ecosistema e senza esaurire le limitate risorse del pianeta.


(Sedia di Philippe Stark per Emeco. Immagine da Kitchens.it)

L’alluminio si trasforma in pentole o in complementi d’arredo. La carta e il cartone diventano una materia prima utile per costruire oggetti durevoli, persino mobili. Un esempio è la libreria da parete disegnata da Marco Capellini nell'ambito del progetto Remade in Italy, formata da tubi di cartone riciclato con le estremità di alluminio e una struttura di cavo in acciaio, sempre riciclato.

Oggi il riciclo è sinonimo di qualità. Alcune curiosità e numeri di Remade in Italy:

La sedia Alice è realizzata con il riciclo dell’equivalente di 85 lattine e 40 latte di acciaio, la libreria Biblò realizzata con il riciclo di 21 scatoloni in cartone, la panchina per esterni Loco realizzata con il riciclo di 3.900 lattine e 350 latte d’acciaio, i piatti Dish-Tray realizzati con l’equivalente del riciclo di 4 bottiglie in vetro, e la Cabina Mare realizzata con il riciclo di 870 flaconi in PVC.

(La sedia Alice. Foto da Remadeinitaly)

26 settembre 2007

L'outlet di Ducati



(foto da Internet)

Ducati è un'azienda motociclistica bolognese e i suoi motocicli sono conosciuti in tutto il mondo. Nel 2003 Ducati partecipò per la prima volta con i piloti Loris Capirossi e Troy Bayliss (proveniente dalla scuderia Ducati Corse Superbike) al campionato MotoGp. Quell'anno Capirossi vinse il Gran Premio della Catalogna e da allora ha conquistato molti premi.



Adesso, la Ducati Motor Holding sta per inaugurare il suo primo punto vendita presso un outlet a Castel Guelfo, vicino Bologna. Qui sarà possibile acquistare merchandising e abbigliamento a marchio Ducati e si potranno ammirare gli ultimi modelli, come la 1098 e l'Hypermotard.
Sabato 9 dicembre avrà luogo l'apertura ufficiale del negozio outlet con la presenza del pilota Loris Capirossi.

19 settembre 2007

Il ritorno de Le Bambole: Mario Bellini e Oliviero Toscani


(fotografie della nuova pubblicità de Le Bambole, scattate da Oliviero Toscani)

Le Bambole è una storica collezione di imbottiti premiata nel 1979 con il Compasso d’Oro e creata dall’architetto e designer Mario Bellini. Dopo 35 anni, il designer ha alleggerito la struttura de Le Bambole e B&B ne ha fatto una riedizione. Le poltrone formano parte della Collezione permanente del MOMA di New York.



(foto tratte da Internet)

Mario Bellini è autore di moltissime opere importanti, fra cui segnaliamo il Nuovo Parco Scientifico Tecnologico di Genova, il Museo di Arti Islamiche al Museo del Louvre di Parigi (in costruzione), il Museo della Città di Bologna, il Centro terziario a Düsseldorf, il Yokohama Business Park di Yokohama (Giappone), un parco di Verona o la costruzione del Centro Culturale di Torino, fra tante altre.

(Progetto del Centro Culturale di Torino, di Bellini. Immagine da Internet)

E’ stato lo stesso fotografo del 79, il sempre provocatorio Oliviero Toscani a fare la pubblicità de Le Bambole. Infatti, la pubblicità del 79 non lasciò indifferente a nessuno: la modella Donna Jordan (madre di Kate Moss) appariva a seno nudo adagiata sulla poltrona Bellini. Ma cos’è più provocatorio, il testo o la fotografia? Leggiamo: “… bambole che passano… su BAMBOLE che restano”. Voi cosa ne pensate?


(Immagine della pubblicità de Le Bambole degli anni settanta. Tratta da Internet)

Di Oliviero Toscani leggiamo su Wikipedia:

Fotografo italiano, figlio del primo fotoreporter del Corriere Della Sera, è nato a Milano e ha studiato fotografia e grafica alla Kunstgewerbeschule di Zurigo dal 1961 al 1965. Conosciuto internazionalmente come la forza creativa dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie attraverso gli anni, per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prenatal. Come fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per giornali come Elle, Vogue, GQ, Harper's Bazaar, Esquire, Stern ect., nelle edizioni di tutto il mondo. Dal 1982 al 2000 (18 anni), ha fatto della Benetton una delle marche più conosciute al mondo, creando per questa ditta l'immagine di marca, la sua identità e strategia di comunicazione, sviluppando anche la sua presenza online; creando anche Playlife, il ramo sportivo della Benetton. Nel 1990, ha ideato, creato e diretto Colors, il primo giornale globale al mondo, facendone un giornale di culto, seguito e copiato da tutte le avanguardie nel mondo della comunicazione. Nel 1993, ha concepito inventato e diretto Fabrica, il centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, facendo progettare la sede dall'architetto giapponese Tadao Ando. Fabrica, sotto la direzione di Toscani, ha prodotto progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre ed esposizioni per United Nations, UNCRH, La Repubblica, Arte, MTV, RAI, Mediaset, e films che hanno vinto tre premi della giuria a Cannes e al Festival del Cinema di Venezia.


15 giugno 2007

L'astronave europea per il turismo spaziale

(foto da Repubblica)

Vi piacerebbe fare una gita tra le stelle? Avete soltanto bisogno di 200.000 euro. La Astrium è un'astronave europea pensata per il turismo spaziale e vuole dare il via a questo business entro il 2012. Il jet potrà partire da qualsiasi aeroporto ed è coperto di oblò per poter ammirare l'universo. I tour saranno da un'ora e mezza e sono compressi nel prezzo tre minuti da trascorrere fluttuando a gravità zero. Un vero affare!


30 maggio 2007

Espresso made in Italy


(foto da Internet)
Il caffè in Italia non può essere considerato un semplice prodotto, vista l'importanza che ha nella tradizione nazionale e locale. "Espresso made in Italy, storia, cultura e design della macchina da caffè espresso" è una mostra itinerante che racconta la storia della macchina da caffè espresso all'italiana.


Dal 2
9 maggio al 3 giugno si può visitare la mostra della Collezione Maltoni nel Circolo Arci La Scighera ( Milano, Via Giuseppe Candiani, 131) in occasione del convegno "Antropologia del caffè. Un modo di bere cultura". Ci sono macchine da caffè dei più importanti architetti del design italiano: Giò Ponti, Bruno Munari, Enzo Mari, i fratelli Castiglioni e Marco Zanuso.


Nel 1933 Giò Ponti disse:
Guai alla macchina che confessa la fatica del proprio lavoro; anche nelle macchine, come negli uomini, noi apprezziamo l'ermeticità dell'organismo, l'abilità del lavoro, l'eleganza dello sforzo.

10 maggio 2007

Bioetica, progetto e bambole


“MyBio”: un progetto essenzialmente didattico dove, a speciali pupazzi dalle sembianze umane, è affidato il ruolo di mediatori pedagogici per bambini.

E poi ci sono designer che scelgono percorsi al limite, quindi solitari, indagatori prima ancora che curiosi, affascinati, se non morbosamente attratti, dalle zone oscure dello scibile umano, grigie come quel fumo di Londra diventato familiare per Elio Caccavale, partito da Napoli nove anni fa – bye bye San Gennaro – perché la St. Martins lo vuole tra i suoi docenti.

Nel territorio progettuale da lui presidiato si incrociano, e mai questo verbo fu più indicato, uomini e maiali. Nella patria di George Orwell, il nostro prefigura e progetta una “fattoria degli animali” al contrario: in luogo di maiali che si umanizzano, ipotizza un futuro prossimo dove “ognuno di noi avrà organi di ricambio personalizzati” da recuperare dal porcello.
Questo è lo scenario in cui si innesta il progetto “Utility Pets”.
Piace a Elio Caccavale indugiare in ruoli progettuali così borderline da non riuscire a ingabbiarli in una definizione accettabile. Lavorando egli a stretto contatto con bioingegneri, tentiamo l’azzardo chiamandolo biodesigner, considerando che è sempre buona norma non lasciare troppo soli gli ingegneri nel loro operare.
E lui non solo non li perde mai di vista, ma intreccia il suo lavoro a doppio filo anche con esperti di scienze dell’educazione e studiosi di bioetica per mettere a punto “myBio”: un progetto essenzialmente didattico dove, a speciali pupazzi dalle sembianze umane, è affidato il ruolo di mediatori pedagogici per bambini delle scuole elementari.



Preliminare al progetto “myBio” è la fase di ricerca, e in questo step Elio esprime al meglio il suo lucido disincanto di ricercatore puro. Raccoglie meticolosamente educational doll normalmente usate nelle scuole, negli ospedali e nei distretti di polizia. Bambole calve, in grado di stabilire innocenti complicità con bambini sottoposti alla chemioterapia; pupazzi antropomorfi, per aiutare i minori e la polizia a indagare dove e come è stata compiuta violenza su di loro. E ancora: simulacri di donne tabagiste gravide, con tanto di feto intossicato: “Smokey Sue Smokes for Two” recita la didascalia. E poi, ancora, bambole cieche, dializzate, pupazzi affetti dalla sindrome di Down.

Elio Caccavale studia, cataloga e travasa le conoscenze acquisite in una collezione di “esseri” le cui forme astratte nulla concedono al glamour. Inseriti in un percorso narrativo, essi veicolano con delicatezza ai bambini concetti legati alla biotecnologia, alla donazione di organi, alla clonazione e tutto quanto la ricerca medico-scientifica ci proporrà da qui a dopodomani. Dodici sono i “myBio” creati finora.

Della numerosa famiglia segnaliamo “myBio xenotransplant boy & pig”: l’esemplificazione della donazione d’organi tra animale e uomo.



Cose futuribili? Non si può certo dire, visto che Elio ha avuto modo di conoscere e interrogare il primo paziente che ha goduto temporaneamente delle funzioni del fegato di un maiale geneticamente modificato.

Elio Caccavale lavora per i bambini, ma, contemporaneamente, pensa a noi. Il suo lavoro getta un fascio di luce sulle nostre inquietudini esistenziali. Compito di ogni designer è progettare il futuro ed è in qualche misura rassicurante sapere che Elio vigila e lavora sulle frontiere del nostro biofuturo.

(Articolo e foto da abitare.it)

18 aprile 2007

La nuova 500

Vi invitiamo a guardare questo video di una delle icone italiane del '900, la cinquecento. Sono le immagini ufficiali, pubblicate il 20 marzo in anteprima internazionale su 500 wants you.

12 marzo 2007

Il genio di Carlo Mollino

Carlo Mollino (1905-1973) architetto, designer e fotografo singolare, è una figura molto importante del modernismo novecentista italiano. Fra le sue opere architettoniche spicca il Teatro Regio di Torino, la Casa Miller e la Casa Devalle. Mollino è stato anche pilota di aeroplani e di auto da corsa, scrittore e ottimo sciatore, nonché direttore della Coscuma (commissione delle scuole e dei maestri di sci)



Molti dei suoi mobili sono esposti alla GAM, e progettò alcune auto da corsa come la Nube d'Argento e il Bisiluro, che partecipò alle 24 ore di Le Mans. Ebbe inoltre una grande passione per la fotografia: fotomontaggi di sue architetture, foto di stampo surrealista o ritratti femminili in polaroid.
(foto da Internet)

26 febbraio 2007

Il Tour del design italiano




(foto da Internet. Design di Paola Navone)

I.DoT è un progetto dedicato alla promozione della cultura del progetto italiana. Come indicato dal grande designer Gaetano Pesce, il sistema design non si limita al designer e al suo progetto, il design è al giorno d’oggi un mezzo d’espressione artistica completo, in quanto capace di raccontare e trasmettere le diverse esperienze e competenze coinvolte nel processo creativo.
Il sistema progetto-produzione-diffusione trova nel design italiano l’apice del suo sviluppo, ed è proprio questo che la mostra I.DoT vuole presentare. Attraverso l’esposizione delle ultime novità della produzione italiana è possibile scoprire le nuove tendenze del Made in Italy, tendenze sempre più difficili da cogliere e distinguere in un panorama che fa della contaminazione stilistica e culturale la propria ragion d’essere.
Designer provenienti da tutto il mondo trovano in Italia il terreno ideale per coltivare le loro idee, perché il sistema e l’apertura delle aziende italiane non raggiunge pari al mondo. La scelta di investire ingenti risorse in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e ricerca sui materiali, è stata infine premiata, creando un sistema capace di auto-promuoversi. Accanto alle grandi aziende storiche del design, compaiono ora altre realtà produttive, forti di esser nate nel centro di un sistema già ampiamente sviluppato. Anche queste aziende sono ora in grado di presentare, tramite I.DoT le loro novità, assieme all’eccellenza del Made in Italy.



(Foto da Internet. Design di Denis Santachiara)

Gli allestimenti degli spazi sono stati progettati da due importanti firme del design italiano: Denis Santachiara ha progettato un giocoso allestimento per la sezione più giovane e contemporanea della mostra, mentre gli spazi della selezione dedicata al classico sono stati allestiti in modo particolarmente suggestivo da Paola Navone.

I.DoT è un vero e proprio progetto di sistema, capace di influenzare i mercati internazionali e di creare nuovi contatti reali proprio là dove serve. Dopo queste due esperienze nel consolidato mercato Statunitense, la sfida sarà di portare l’eccellenza del design Made in Italy in due nuovi mercati ancora tutti da costruire, ma dal potenziale inimmaginabile: in autunno I.DoT esporrà a Shanghai e Mumbai, per poi tornare in Europa nel 2007 a Berlino e Londra.






Fonte: www.idot.it

9 febbraio 2007

Le lampade di Mariano Fortuny e Pallucco

Mariano Fortuny y Madrazo (Granada, 1871- Venezia 1949) , figlio del pittore Marià Fortuny, fu un grande innovatore: pittore, fotografo, designer e scenografo riconosciuto internazionalmente. Nel sito marcelproust.it, leggiamo:
Tra i primi a sperimentare le diapositive colorate, realizzò ritratti fotografici e paesaggi di carattere naturalistico, rivoluzionò le scenografie teatrali della Fenice di Venezia e di altri teatri, rivoluzionò i sistemi di illuminazione del palcoscenico e allestì l'intero ciclo wagneriano dell'Anello dei Nibelunghi in un unico spettacolo. Abitava a Venezia a palazzo San Gregorio, dove ora c'è il museo.
Le stoffe vengono ancora oggi realizzate sulla base dei disegni originali dalla fabbrica veneziana "Tessuti Artistici Fortuny S.p.A." che si trova alla Giudecca. Fortuny operò una vera e propria resurrezione dei costumi autentici dell'antica Grecia che disegnò sui modelli originali per Isadora Duncan.
Si rifece ai disegni orientali degli arazzi medievali e ai dipinti del rinascimento veneziano per trarne motivi per le sue stoffe, i suoi costumi teatrali ed i suoi abiti alla moda.
L'azienda Pallucco ha prodotto le bellissime lampade che vedete sopra, disegni di Fortuny di 1907. Inoltre, il Museo Fortuny di Venezia forma parte dei Musei Civici Veneziani. Qui potete vedere alcuni dei suoi tessuti e abiti.


19 gennaio 2007

Achille Castiglioni

(foto da www.moma.org)

Achille Castiglioni (Milano,1918- Milano, 2002) architetto e designer, si dedica fin dal 1940 alla sperimentazione sul prodotto industriale insieme ai fratelli Livio e Pier Giacomo. I loro interessi si rivolgono all’Urbanistica, all’Architettura e al Design, svolgono un’attività di ricerca sulle forme, le tecniche e i materiali nuovi, tendente alla realizzazione di un processo di progettazione integrale. E' tra i fondatori dell’ADI (Associazione per il Disegno industriale) ed ha avuto numerosi riconoscimenti: nove Compassi d’Oro, Gran Premio della Triennale di Milano, Membro d’Onore del “Comitee of Advisors” all' Art Center College of Design di Pasadena in California e di Montreaux in Svizzera, Membro d’Onore del Faculty of Royal Designers for Industry della Royal Society of Art di Londra, Laurea Honoris Causa dal Royal College of Art di Londra, Premio “The Chartered Society of Designer” di Londra, Premio “Primavera del Design” dal Dipartimento di Cultura di Catalunya, Premio “Art sur Table” dal Conseil National des Arts Culinaires di Parigi, Premio “IF Design Wettbewerb” dal Industrie Forum Design di Hannover, Premio “Longevity-Lanlebigkeit” dal Design Center di Stoccarda, “Premio Domus/INARCH 1998” alla carriera da INARCH, Premio “Targa d’Oro Unione Italiana per il Disegno” dalla Facoltà di Architettura di Genova, Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale dal Politecnico di Milano.Tra il 1984 e il 1986 viene allestita una sua mostra personale organizzata dal Museum fur Angewandte Kunst di Vienna, poi ospitata nei maggiori musei europei (Berlino, Milano, Zurigo, l’Aia, Madrid e Parigi). Nel 1995 viene organizzata una mostra personale “A la Castiglioni” a Barcellona, che diventa itinerante in tutto il mondo ( a Milano, a Bergamo, al Vitra Museum di Weil am Rhein , al MoMA di New York, a Tokyo, a Niitsu, a Breda). Il nome di Castiglioni è associato a un vastissimo numero di oggetti: apparecchi illuminanti (per Flos); radio, apparecchi stereofonici (per Brionvega); arredi (per Cassina, De Padova, Driade, Moroso, Poltrona Frau, Zanotta); oggettistica per la tavola (Alessi, Danese).

Castiglioni ha anche svolto un’intensa attività professionale nel campo degli allestimenti e viene ricordato per gli spettacolari allestimenti realizzati in tutto il mondo.

(Informazione tratta dal sito della Triennale di Milano)

13 dicembre 2006

Arte e architettura: Vilma Torselli




(foto da Internet)
Vogliamo consigliarvi alcuni siti curati dalla Dottoressa Vilma Torselli, architetto e un'appassionata dell'arte e dell'architettura. Fra le informazioni che abbiamo trovato su Internet su di lei, leggiamo su Cervigano.net:
Vilma Torselli è nata a Genova, dove ha vissuto fino al conseguimento della maturità classica. Trasferitasi a Milano (dove vive e lavora), ha frequentato la facoltà di architettura presso il Politecnico, laureandosi sotto la docenza di nomi storici dell'architettura italiana, quali Ernesto N. Rogers e Ludovico Barbiano di Belgioioso, dello studio B.B.P.R., Franco Albini, Franca Helg, Vittorio Gregotti, Vittoriano Viganò.
Attualmente si occupa dell'Associazione Culturale Arte&Arte e di Artonweb, galleria virtuale d'arte visiva.
Fra le sue varie collaborazioni in rete: Photo r.a.e., sito che si occupa di fotografia. De Re Aedificatoria è una raccolta di saggi, studi e osservazioni sui protagonisti e i segni nella storia dell'architettura (fra gli altri: Frank O. Gehry, Pier Luigi Nervi, Alvar Aalto, Eero Saarinen, Antonio Gaudì, Francesco Borromini, la Potsdamer Platz, il "Ground Zero" di Manhattan, l'Alhambra di Granada).
Vilma Torselli è guida del portale Supereva per il canale Arte, Cultura e Scienze, e offre la sua collaborazione a questa sezione di Cervignano Net.
Potete visitare i suoi interessantissimi blog: Arte moderna e architettura , Arte moderna, e il sito di Supereva dove è guida di arte moderna. Includiamo i link nella sezione Arte, architettura e design.

12 dicembre 2006

La poetica di Gaetano Pesce

(foto da Internet)

Gaetano Pesce è un grande creatore cosmopolita, architetto, designer, artista e progettista italiano che vive a New York. Laureato in architettura e disegno industriale, nel 1965 presenta il Primo manifesto per un’architettura elastica al congresso La società nell’architettura in Finlandia. Lavora come designer e diventa uno dei leader del Radical Design, tendenza degli anni ’60 che sperimenta nuovi materiali nel campo della progettazione di mobili. Nel’71 fonda Bracciodiferro per la produzione di oggetti sperimentali. Nel 1973 formula una teoria secondo la quale architettura e design dovrebbero essere una “rappresentazione della realtà” e “un documento dei tempi.” Ha insegnato in molte università e istituti di Architettura (Hong Kong, San Paolo, Quebec, Montreal, Yale…) e adesso insegna all'Institut d’architecture et d’études urbaines di Strasburgo e alla Facoltà di Arte e Architettura della Cooper Union a New York. Le opere di Pesce sono presenti nelle collezioni permanenti, allestite presso i maggiori musei d'arte contemporanea del mondo. Si può visitare la sua mostra a Verona fino al 23 dicembre 2006.

30 novembre 2006

Il Museo di Pitagora a Crotone


Crotone è una città (e una provincia) della Calabria che nel passato (V. secolo A.C.) diventò una delle più importanti polis greche della Magna Grecia. Tra i personaggi celebri di Crotone, ricordiamo l'atleta Milone, il medico Filolao, o il matematico Pitagora.Quest'anno si costruirà a Crotone il Museo di Pitagora, all'interno dei giardini di Pitagora e farà parte di un sistema fisico e virtuale interessantissimo anche dal punto di vista archittettonico. Il museo sarà inserito all'interno del Monte Pignera e cercherà, sia di integrare il paessaggio nel rilievo della collina, sia che il museo possa essere visto dalla città.

5 novembre 2006

Fabio Novembre

(foto da www.internimagazine.it)
Fabio Novembre è un architetto e designer leccese di 40 anni che ha raggiunto la notorietà con una serie di progetti per la realizzazione di discoteche, negozi o ristoranti in città come Barcellona, Firenze, Milano o New York. Collabora con Bisazza e il suo stile è innovatore e suggestivo. E' famoso il suo omaggio particolare a David Bowie nello spazio berlinese di Kantstrasse, dove le vetrine ospitano due enormi occhi, uno azzurro e uno marrone. E' inoltre conosciuto per il suo Air lounge sistem per Meritalia. Un designer moderno, sorprendente, e italiano.

2 novembre 2006

Marcello Nizzoli: La lettera 22 per Olivetti (1949)




(foto da Internet)
La macchina da scrivere Olivetti lettera 22 è esposta nella collezione permanente di design al MOMA di New York. Nel 1938 Marcello Nizzoli (Boretto, Reggio Emilia, 1887 - Camogli, Genova, 1969), architetto con una forte propensione alla comunicazione, capace di disegnare con la stessa facilità creativa prodotti, edifici o manifesti, inizia una collaborazione molto stretta con la progettazione Olivetti. Nel 1959 l'Istituto Tecnologico dell'Illinois (con una giuria di 100 designers) sceglie la Lettera 22 disegnata da Nizzoli come primo dei 100 migliori prodotti di design realizzati negli ultimi 100 anni. Ottiene inoltre il prestigioso premio del Compasso d'Oro, giacché, secondo gli esperti, questa macchina è il primo esempio di macchina per scrivere portatile, leggera e compatta, facile da trasportare e maneggevole. Si può vedere questa macchina insieme ad altri oggetti di design italiano in una mostra itinerante, Design e avanguardia in Italia nel XX secolo: Fino al 25 agosto al Montreal Museum of Fine Arts (Montreal), e poi, sarà ospitata presso il Royal Ontario Museum di Toronto dal 21 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007 e successivamente al Mart di Rovereto (Trento).