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5 novembre 2008

Le sedie di Harry Bertoia




(foto da Internet: Diamond Chair e Side chair, 1952)

Se vi piacciono le riviste di arredamento, sicuramente riconoscerete queste sedie, create da Harry Bertoia (1915-1978), uno scultore e designer friulano che intraprese la sua carriera negli Stati Uniti, dove fu membro della Cranbrook Academy of Art. Bertoia è conosciuto internazionalmente per la creazione di una serie di sedie, che, ancor oggi, possiamo vedere non solo nelle fotografie di tutte le riviste di arredamento ma anche sui set di molti film e fiction.
(foto da Internet: Bird Chair, 1952)

Si tratta di sedie con struttura a rete metallica e spesso ispirate a forme organiche, come, ad esempio, la Bird Chair, a forma di uccello, o la Diamond chair, la più famosa. Come potete vedere, un altro esempio di design italiano che ha avuto successo in tutto il mondo.
Secondo l'autore,
"se si guardano queste sedute, ci si rende conto che sono fatte soprattutto d'aria, come una scultura, perchè lo spazio le attraversa"
In questo video potete vedere una mostra sulle sculture sonore di Bertoia


14 ottobre 2008

Il Cammeo Gonzaga a Mantova


(Immagine da Internet: Il Cammeo Gonzaga)

A Mantova, dall'undici ottobre 2008 all'undici gennaio 2009 si può visitare la mostra Il Cammeo Gonzaga. Arti preziose alla corte di Mantova, un viaggio nel Quattrocento, nella corte dei Gonzaga, quando questa famiglia cominciò la celebre collezione. Fra le opere esposte a Palazzo Te, c'è il Cammeo Gonzaga del III secolo a.C. , che rappresenta una coppia di regnanti.
(Immagine da Internet, dipinto di Giulio Romano)

Il Palazzo Te, situato nell'isola del Te, è uno dei palazzi meglio conservati del Rinascimento, costruito da Giulio Romano, su richiesta di Federico II Gonzaga, signore di Mantova.

(Foto da Internet, Palazzo Te)

14 maggio 2008

La notte dei musei



Sabato 17 maggio si festeggia in molte città europee La Notte dei Musei. E' una manifestazione gratuita che ha come scopo avvicinare il pubblico ai musei attraverso diverse attività. A Valencia, al Museo di Preistoria, che ospita la mostra Pompei sotto Pompei, avrà luogo una rappresentazione teatrale per continuare con una "serata romana". Gli atti cominceranno alle 22.00h, e potrete entrarci fino alle 23.00h, ora in cui inizierà lo spettacolo teatrale.
Le manifestazioni in Italia si svolgeranno in alcune regioni: Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto.

13 maggio 2008

Il fotografia-Festival di Roma: uno sguardo sulla quotidianità


(foto da Yubuk.it)

Dal 4 aprile al 25 maggio, settima edizione di FotoGrafia-Festival Internazionale di Roma promosso dal Comune di Roma, prodotto da Zoneattive, con la direzione artistica di Marco Delogu.
Il tema scelto per questa edizione è “Vedere la normalità. La fotografia racconta il quotidiano” che- secondo Marco Delogu- vuole rappresentare “come la fotografia sia per noi lo strumento migliore per la descrizione della vita di tutti i giorni: un ragionamento che parte anche da un voler raccontare la normalità in contrasto con la straordinarietà”.
Il Festival di quest’anno trova il suo nucleo forte al Palazzo delle Esposizioni, che ospiterà le mostre più importanti del Festival, tutte nuove produzioni presentate in anteprima- oltre ad una ricca programmazione di eventi, proiezioni, letture di portfolio, presentazioni e incontri con protagonisti del mondo dell'arte italiana e internazionale. L’altra novità è il Macello IV al Mattatoio di Testaccio, spazio gestito da Zoneattive legato alla sperimentazione. Inoltre il Museo di Roma in Trastevere, dedicato al fotogiornalismo e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

(fotografia di Leonie Purchas)

Al Palazzo delle Esposizioni trova spazio un gruppo di giovani fotografi: Paolo Woods con un viaggio/inchiesta che insegue la caccia grossa del neo-colonialismo industriale della tigre d’oriente nelle nuove terre di conquista africane; Leonie Purchas mostra l’approfondimento del suo lavoro di condivisione della vita quotidiana con i nuclei familiari, indagando sulla propria famiglia; Lucia Nimcova, vincitrice delprimo Premio Internazionale FotoGrafia Baume & Mercier, presenta il lavoro che ha realizzato proprio grazie al Premio, che descrive l’utopistico sistema comunista attraverso la storia della sua città natale Humenne, in linea con il tema scelto ‘Una storia del mio mondo’. Inoltre verrà presentata la nuova produzione di Gabriele Basilico, quest’anno protagonista della Commissione su Roma- FotoGrafia alcatel Lucent,progettoche caratterizza il Festival ogni anno,con un lavoro sul fiume Tevere, a cui si lega la collettiva “Roma” che affianca più fotografi fra cui Graciela Iturbide, Tim Davis, David Farrell, Pieter Hugo, Raffaela Mariniello, Milton Gendel, Miguel Rio Branco, Paolo Ventura, Shi Gu Roi, Claudia Jaguribe e Hiroyuki Masuyama.

(fotografia di Gabriele Basilico)

Al Museo di Roma in Trastevere sarà presentata la tragedia politica della Birmania da Orit Drori, con la mostra BURMA (Between Us Remember Me Always), mentre Daniele Dainelli con la mostra Tokio in eclisse si concentra sulla sua personale visione della metropoli giapponese. Inoltra la collettiva Solo in Italia, di Francesco Cocco, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli e Massimo Siragusa, per raccontare quattro diversi momenti del nostro paese. In occasione del 40° anniversario della nascita della comunità di Sant’Egidio, il Festival dedica un ampio spazio al lavoro della comunità con i reportage di Riccardo Venturi, PRIMERO DIOS ! e di Giuliano Matteucci, Abitare Conakry, realizzati rispettivamente a El Salvador e nella Guinea Conakry.
Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna un’importante mostra sulla fotografia di David Perlov (che prevede anche una serie di proiezioni dei suoi film più importanti al Palazzo delle Esposizioni) e Passanti di Rossella Bellusci.
Al Macello IV uno spaccato delle tendenze emergenti con in programma il 5 aprile un grande evento per festeggiare l’apertura del Festival presentando molte delle proposte caricate, nei mesi passati, su www.fotografiafestival.it.
Presso la galleria dell'IILA la mostra dal titolo Día a día. Premio IILA-FotoGrafia con i migliori lavori presentati per il premio.
Il lavoro sul territorio laziale promosso dalla Regione Lazio è partito quest’ anno da un workshop, condotto da Olivo Barbieri e David Farrell, a cui hanno partecipato 12 ragazzi,che darà vita alla mostra Il cammino della via Francigena presso lo spazio espositivo GIL.
Sempre più ricco quest’anno il programma del Circuito del Festival che coinvolge gallerie d’arte, Istituti di Cultura, Accademie, scuole, bar, librerie.
A partire dal 3 aprile, i tre giorni di inaugurazione del Festival, vedranno una densa serie di appuntamenti tra cui le Lezioni Romane (Martin Parr, Giovanna Calvenzi, Tim Davis), Il Primo Premio FotoGrafia-Libro, la presentazione del progetto vincitore per il Premio Internazionale FotoGrafia Baume & Mercier e molti altri incontri ed eventi.

(da Fotografiafestival.it)

30 aprile 2008

Sebastiano del Piombo

(Immagine da Internet: Dorotea, di Sebastiano del Piombo)

Abbiamo avuto l’occasione di visitare la mostra monografica dedicata per la prima volta a Sebastiano Luciani, detto “del Piombo” (1485 – 1547), considerato un maestro fra i maestri del rinascimento, contemporaneo di Michelangelo, Leonardo, Giorgione, Tiziano e Raffaello e discepolo di Bellini e Giorgione. Sono ottanta le opere esposte in mostra a Palazzo Venezia. Qui potete guardarne il video:




  • Roma, Palazzo Venezia dal 8 febbraio al 18 maggio 2008.
  • Berlino, Staatliche Museen zu Berlin-Gemäldegalerie, Kulturforum, Sonderausstellungshallen, dal 28 giugno al 28 settembre 2008.

18 aprile 2008

Il Salone del Mobile della Triennale

Se siete per caso a Milano in questi giorni, non mancate all'appuntamento con il Salone Internazionale del Mobile della Triennale. Nel Salone si possono visitare, fra altre, le seguenti mostre:


In mostra anche la magnifica sedia Emeco, firmata Sottsass, adesso ammorbidita, colorata e anche ridimensionata.

(foto da Internet)

2 febbraio 2008

Conferenza di Vincenzo Trione

Il Dipartimento d'Italiano della E.O.I. di Valencia ci informa che mercoledì prossimo, 6 febbraio alle ore 17 nell'Aula Magna dell'EOI di Valenza, Vincenzo Trione, commissario della mostra su Giorgio De Chirico (IVAM) terrà una conferenza-colloquio sul pittore.

E.O.I. di Valencia, C/ Llano de Zaidía 19, Valenza.

10 gennaio 2008

Mostra di De Chirico a Valencia

(immagine da Internet)
Fino al 17 febbraio 2008 potete visitare la Mostra su De Chirico a L'IVAM di Valenza "La arquitectura y Giorgio de Chirico". De Chirico fu il principale esponente della corrente artistica della pittura metafisica , nonché scrittore, incisore e scenografo. Per sapere di più sulla poetica della Metafisica, cliccate qui.

10 ottobre 2007

Autunno



(Immagini da Internet)
Innumerevoli sono le opere d'arte che raffigurano le stagioni: pittura, fotografia, poesia, cinema, scultura o musica. L'opera che vediamo è Allegoria delle stagioni di Bartolomeo Manfredi che fu un pittore italiano del XVI secolo della corrente dei pittori caravaggeschi. Fu allievo di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio. In questo quadro, l'autunno ha l'aspetto del Dio Bacco, e abbraccia la primavera e l'estate, sotto lo sguardo dell''inverno.

Un altro artista che interpreta le stagioni è il celeberrimo Giuseppe Arcimboldo. Parigi dedica in questi giorni una bella mostra a uno degli artisti più originali del Cinquecento.
Il titolo di questo quadro è Autunno, ed è composto, come altri suoi ritratti, da frutti e oggetti.



Vi lasciamo con questo movimento di Vivaldi su l'autunno:


6 ottobre 2007

Giornata del Contemporaneo

(Immagine da Amaci.org)

L'Amaci, l'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani, organizza oggi 6 ottobre la Giornata del Contemporaneo: 23 musei di tutto il paese apriranno le porte al pubblico in modo gratuito e i visitatori potranno ammirare splendide opere d'arte moderna. Ci collaborano, fra più di 500 organizzazioni, la Darc, la Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte Contemporanea, e il Wwf.

1 ottobre 2007

Carta-mania



(foto da cartasia.it)

Oggi conclude il Festival Internazionale della Carta di Lucca, Cartasia, Biennale di Arte Contemporanea. Sono stati esposti duecento progetti e idee provenienti da tutto il mondo, come abiti, gioelli o sculture.
Una delle artiste italiane che ci ha partecipato è Clizia Ornato, designer apprezzata dalla cantante Giorgia. Ecco alcuni dei suoi gioelli fatti di carta:

Hanno vinto il premio di 3.000 per la migliore installazione monumentale in carta i russi Alexsey Petrov e Natalia Petrova, con l'opera Piramide.
Inoltre, al fotografo Alessandro Giuliani, artista lucchese, è stato assegnato, il premio Città di Lucca per il miglior lavoro artistico prodotto all'interno dell'evento.
Se vi interessa l'origami, in questa pagina troverete modelli, video e istruzioni per costruire le vostre opere d'arte.

29 giugno 2007

Luca Pacioli e "Il libro di magia più antico del mondo"

(Immagine da ritrattopacioli.it)


Abbiamo letto sul giornale spagnolo El País che il matematico statunitense David Singmaster (noto per avere risolto il cubo di Rubik) ha scoperto quel che è stato chiamato “il libro di magia più antico del mondo”, un libro di prestidigitazione del Rinascimento. Un articolo simile è stato pubblicato da The Guardian.

Ma questo non è del tutto vero. Quello che ha fatto Singmaster è promuovere la traduzione all’inglese del libro di Luca Pacioli, De viribus quantitatis (sul potere dei numeri), che, a quanto dicono gli articoli sopra citati, è stato scoperto recentemente nell’Università di Bologna.

De viribus quantitatis è uno dei libri del matematico italiano Luca Pacioli. Infatti, questo libro non era occulto, e Carlo Pedretti, esperto in storia dell’arte aveva già studiato il volume nel 1954.

La notizia di questa "scoperta" avrà probabilmente qualcosa a che vedere con il fatto che la traduzione sia stata incaricata dal Conjuring Arts Research Centre in New York, e che prevede un favoloso incasso con la pubblicazione di questo manuale... una vera e propria magia!

Il libro fu scritto da Luca Pacioli in italiano fra il 1496 e il 1508, e si tratta di un libro su “ludi matematici”. Leggiamo su Wikipedia:

È stato messo in evidenza come Luca Pacioli oscilli tra due concezioni antitetiche della matematica: una di natura pratica e l’altra di natura speculativa, in rapporto alla quale egli non esita ad aderire alle suggestioni mistico-magiche del platonismo umanistico. Si rivelerebbero in questo i limiti della sua preparazione scientifica.

In realtà l’opera di Luca Pacioli va vista nel contesto culturale del Rinascimento italiano. Pacioli non è - come vistosamente non lo è il suo contemporaneo Girolamo Cardano e come non lo sarà, più tardi, neppure Keplero - un matematico in senso stretto; egli stesso dichiara che per scienza matematica si deve intendere la somma di aritmetica, geometria, astrologia, musica, prospettiva, architettura e cosmografia.

È questa summa di saperi e di rimandi concettuali tra essi che lo incuriosisce e lo affascina. I rapporti con la nascente classe mercantile a Venezia, a Firenze, a Milano, a Roma e nelle molte altre città italiane dove ebbe modo di insegnare, ma anche la frequentazione di famosi artisti del tempo che lo mettono al corrente della pratica della pittura e dell’architettura, lo sollecitano ad esplorare - con la stessa curiosità e senza avvertire alcuna frattura concettuale - i rapporti tra matematica applicata e matematica teorica.






Illustrazioni di Leonardo Da Vinci per il De Divina Proportione di Luca Pacioli (1498)

Uno dei libri più importanti di Pacioli è "De divina proportione", dedicato al rapporto aureo, e che contiene al suo interno delle splendide illustrazioni disegnate da Leonardo da Vinci. Questo libro, oltre a essere un testo di matematica, è anche un trattato di pittura, e rivela attraverso il rapporto aureo, le armonie delle forme. In questo modo, le sue proprietà diventano accessibili a tutti gli artisti.

L'enigmatico dipinto che rappresenta Luca Pacioli è un'opera attribuita a Jacopo de Barbari che si conserva nella Pinacoteca del Museo Capodimonte di Napoli.

Potete inoltre visitare la Fondazione che ha il nome di questo illustre matematico, la Fondazione Luca Pacioli.

13 giugno 2007

Genova, da zü in sciü


Avete mai provato a guardare la vostra città da su in giù? E' quello che ha fatto il fotografo Christian Gerber. Da zü in giü, è il titolo di un'interessante e curiosa mostra itinerante di questo fotografo elvetico. I suoi scatti del centro storico genovese possono vedersi presso la Galleria Studio 44 (Vicolo Colalanza, 12r) di Genova dal 7 giugno all'1 luglio 2007, ma si possono vedere queste foto anche girando per i vicoli dello stesso centro storico. Le foto sono le vedute delle case viste da giù in su (da zü in sciü, in genovese), e sono appese più o meno all'altezza degli occhi.

12 maggio 2007

C'è arte per te: La Settimana della Cultura



(Immagini da Beniculturali.it)
Questi giorni, dal 12 al 20 maggio ci sono oltre 2000 appuntamenti con lo slogan C'è arte per te (archeologia, architettura, arte, archivi, biblioteche, cinema, paesaggio, spettacolo...). L'ingresso è gratuito in tutte le strutture museali dello Stato Italiano e di molti Comuni. E c'è inoltre la possibilità di visitare palazzi, ville, cortili e giardini. Tutte le manifestazioni in programma possono essere consultate nel sito http://www.beniculturali.it, dove è possibile effettuare ricerche personalizzate per regione, provincia, titolo dell’evento, data, argomento e luogo. Tel. 06.6723.2118- 06.6723.2772- 06.6723.2927

1 aprile 2007

Buongiorno tristezza

A Verona, a Palazzo della Ragione, una grande mostra indaga la malinconia come fonte d'ispirazione per artisti dal Quattrocento al Novecento, da Botticelli, Michelangelo e Caravaggio, fino a Modigliani, Cragg e Viola.

Questa mostra s'intitola Il settimo splendore. La modernità della malinconia. Potete visitarne il blog.

21 marzo 2007

Il gemellaggio fra Cremona ed Alaquàs

(fotografia da internet):Cremona

Il gemellaggio è, secondo Demauroparavia, "un legame simbolico stabilito tra due città di nazioni diverse, atto a stabilire o sviluppare più strette relazioni economiche, politiche e culturali". Le città di Cremona (Italia) e di Alaquàs (Valencia, Spagna) hanno firmato un patto di gemmellaggio nel 2004. Nella pagina del Comune di Cremona ne leggiamo le ragioni:

Le ragioni del gemellaggio vanno ricondotte al legame esistente tra la città di Cremona e la città di Alaquàs nel periodo in cui la Lombardia era sotto il dominio spagnolo. Alla fine del XVII o al più tardi all'inizio del XVIII secolo Don Felix Pardo de la Casta, fratello di Don Baltasar Pardo de la Casta signore di Alaquàs, fu nominato governatore militare di Cremona dove conobbe e sposò Margherita Lodi. Dal matrimonio nacque una figlia, Mariana Pardo de la Casta y Lodi. Don Felix morì a Cremona e fu tumulato nella chiesa di S. Ilario (sopra la sua tomba si può ancora vedere una lapide commemorativa).

Fotografia da Internet: il Castello di Alaquàs

Mariana Pardo de la Casta y Lodi visse a Cremona dove sposò Giovan Battista Manfredi, appartenente ad uno dei casati più in vista allora in città al quale era stato concesso il titolo marchionale dall'imperatore Carlo VI. Giovan Battista Manfredi era maggiore della Polizia Urbana di Cremona ed abitava con la sua famiglia in un palazzo vicino alla chiesa di S. Agata. La coppia ebbe un figlio, Giuseppe Manfredi y Pardo de la Casta, 12° marchese del casato Manfredi, che morì a Cremona nel gennaio del 1744 e fu sepolto nella chiesa di S. Agostino. Sposato con la cremonese Barbara Raimondi, Giuseppe Manfredi ebbe a sua volta un figlio, chiamato Giovan Battista, 13° marchese del casato Manfredi, morto nei pressi di Cremona e sepolto nella chiesa di S. Abbondio dai padri teatini nel dicembre 1770. Fu proprio Giovan Battista Manfredi ad ereditare la signoria di Alaquàs alla morte di Don Baltasar Pardo de la Casta, non avendo avuto quest'ultimo nessun discendente diretto. Si ricostituisce in questo modo il legame tra Cremona e la cittadina spagnola.
Nel momento in cui ricevette la reggenza del feudo posto nel territorio di Valencia, il marchese Manfredi viveva nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso in S. Abbondio ed era sposato con Teresa Fraganeschi, imparentata con l'allora vescovo di Cremona. Giovan Battista Manfredi prese possesso della signoria di Alaquàs il 18 gennaio del 1772. Suo successore fu il figlio, Giuseppe Ignazio Manfredi, che nel 1806 si trasferì nella parrocchia di San Michele di Cremona. Sino alla metà del XIX secolo il feudo di Alaquàs venne governato secondo direttive impartite da Cremona. A partire dalla metà del XIX secolo Ignazio Manfredi ed i suoi successori misero in vendita i loro possedimenti terrieri spagnoli, compreso il palazzo nobiliare. Questo edificio, noto come il Castello di Alaquàs, è stato da poco acquisito dalla Municipalità di Alaquàs che, attraverso un sapiente ed attento restauro, lo ha trasformato in un centro culturale tra i più vivaci ed importanti della città.



Opere di Anguissola e Campi (immagini da Internet)

Dal 29 Marzo potete visitare nel Castello d'Alaquàs la mostra Realisme i espiritualitat, con lavori di Campi, Anguissola, Caravaggio ed altri artisti cremonesi e spagnoli dal seicento all'ottocento, e la mostra Cremona, città dell'arte.

22 gennaio 2007

I coniugi Arnolfini

(I coniugi Arnolfini, 1434, National Gallery, Londra)

Le Fiandre erano una delle aree più ricche dell’Europa di quegli anni, grazie soprattutto ad una fiorente attività industriale e commerciale, e non poteva non attirare gli interessi delle grandi banche toscane che in quel periodo si stavano espandendo in tutta Europa. Giovanni Arnolfini era un ricco mercante di Lucca, che si trasferì a vivere a Bruges, insieme alla moglie Giovanna Cenami.

Arnolfini era un uomo facoltoso, e poteva quindi permettersi un’opera così importante e costosa: il suo ritratto è divenuto una delle opere d’arte più famose di tutti i tempi. La sua fama è legata a molti particolari, ma uno dei più curiosi e popolari è sicuramente la presenza dello specchio convesso posto sulla parete di fondo, e che vediamo giusto tra i due coniugi. Attraverso questo specchio, per la prima volta un pittore propone una rappresentazione più complessa dello spazio: in una stessa immagine possiamo vedere la stanza da due punti di vista, quello del pittore e quello, opposto, dei personaggi ritratti. Si ha così, potremmo dire, una rappresentazione dello spazio a 360°. Nello specchio vediamo i due coniugi di spalle e, tra essi, si vedono altre due figure: una delle due è ovviamente il pittore che sta eseguendo il ritratto. Pittore che colloca la sua firma in forma insolita, scrivendo, proprio sopra lo specchio, «Johannes de eyck fuit hic 1434»: Jan van Eyck è stato qui.

Questo specchio è un notevole saggio di bravura e di maestria: oltre alla rappresentazione dello spazio attraverso una superficie convessa, contiene anche dieci piccoli medaglioni che raffigurano altrettante scene della passione di Cristo. Piccolissimi quadretti, che danno la misura dell’estrema meticolosità da miniaturisti di questi pittori, precisi anche nei dettagli più minuti.

Ma la grandezza di questo quadro è da cercarsi soprattutto nella qualità della luce. Lo spazio è illuminato da alcune finestre collocate sulla sinistra, che danno alla stanza una illuminazione radente. Questa luce, avendo una direzione ben precisa, illumina in maniera differenziata anche le superfici piane ed infatti, qui, per la prima volta, vediamo un pittore che tratta con il chiaroscuro anche una superficie piana, qual è quella della parete di fondo. Ma questa luce riesce anche a dare qualità e giusto senso tattile ad ogni superficie che compare nel quadro: le superfici metalliche, quelle delle stoffe, quelle del legno e così via, hanno l’aspetto reale e convincente che noi avvertiamo proprio dal diverso modo di riflettere la luce. Qui avvertiamo una capacità di osservazione, e di analisi della percezione ottica, assolutamente senza eguali nella ricerca artistica di quegli anni.

La grande attenzione alla visione consente a Jan van Eyck di costruire uno spazio prospetticamente valido, tuttavia, anche se in maniera meno accentuata, anche qui si avverte lo stesso equivoco di tanta pittura nordica di quegli anni: la stanza è vista da un punto di vista leggermente più alto rispetto a quello dal quale sono rappresentati i due coniugi.

Il significato del quadro è ancora oggetto di valutazioni, tuttavia appare certo che esso è inteso a celebrare l’unione matrimoniale dei due protagonisti. Probabilmente fu realizzato proprio per l’occasione delle nozze, e come spesso accade per opere del genere, il suo significato è un’apologia del matrimonio. La donna ha un vestito che, nella sua strana forma, indica la fertilità della donna, mentre il cagnolino ai suoi piedi è simbolo della sua fedeltà: due qualità fondamentali per una donna che aspirava ad essere una buona moglie. Dalla parte dell’uomo vediamo a terra due zoccoli di legno, nella classica foggia olandese. Essi sono in realtà simbolo di vita proba e laboriosa, necessaria a sostenere una felice unione familiare. Probabilmente anche la scelta dei colori (il rosso del letto, il verde della veste della donna) non erano casuali, ma avevano significati simbolici che però oggi abbiamo completamente dimenticato.

Rimane tuttavia la perfezione di un’opera che non lascia nulla al caso, in cui tutto è determinato con estrema precisione e che raggiunge l’effetto di un’armonia assoluta.

(testo tratto dalla pagina di Francesco Morante)
Io adoro questo quadro,e voi?