2 maggio 2011
25 gennaio 2011
3 dicembre 2008
5 novembre 2008
Le sedie di Harry Bertoia
Si tratta di sedie con struttura a rete metallica e spesso ispirate a forme organiche, come, ad esempio, la Bird Chair, a forma di uccello, o la Diamond chair, la più famosa. Come potete vedere, un altro esempio di design italiano che ha avuto successo in tutto il mondo.
Secondo l'autore, "se si guardano queste sedute, ci si rende conto che sono fatte soprattutto d'aria, come una scultura, perchè lo spazio le attraversa"
In questo video potete vedere una mostra sulle sculture sonore di Bertoia
14 ottobre 2008
Il Cammeo Gonzaga a Mantova
Il Palazzo Te, situato nell'isola del Te, è uno dei palazzi meglio conservati del Rinascimento, costruito da Giulio Romano, su richiesta di Federico II Gonzaga, signore di Mantova.
14 maggio 2008
La notte dei musei
Le manifestazioni in Italia si svolgeranno in alcune regioni: Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto.
13 maggio 2008
Il fotografia-Festival di Roma: uno sguardo sulla quotidianità
Dal 4 aprile al 25 maggio, settima edizione di FotoGrafia-Festival Internazionale di Roma promosso dal Comune di Roma, prodotto da Zoneattive, con la direzione artistica di Marco Delogu.
Il tema scelto per questa edizione è “Vedere la normalità. La fotografia racconta il quotidiano” che- secondo Marco Delogu- vuole rappresentare “come la fotografia sia per noi lo strumento migliore per la descrizione della vita di tutti i giorni: un ragionamento che parte anche da un voler raccontare la normalità in contrasto con la straordinarietà”.
Il Festival di quest’anno trova il suo nucleo forte al Palazzo delle Esposizioni, che ospiterà le mostre più importanti del Festival, tutte nuove produzioni presentate in anteprima- oltre ad una ricca programmazione di eventi, proiezioni, letture di portfolio, presentazioni e incontri con protagonisti del mondo dell'arte italiana e internazionale. L’altra novità è il Macello IV al Mattatoio di Testaccio, spazio gestito da Zoneattive legato alla sperimentazione. Inoltre il Museo di Roma in Trastevere, dedicato al fotogiornalismo e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Al Palazzo delle Esposizioni trova spazio un gruppo di giovani fotografi: Paolo Woods con un viaggio/inchiesta che insegue la caccia grossa del neo-colonialismo industriale della tigre d’oriente nelle nuove terre di conquista africane; Leonie Purchas mostra l’approfondimento del suo lavoro di condivisione della vita quotidiana con i nuclei familiari, indagando sulla propria famiglia; Lucia Nimcova, vincitrice delprimo Premio Internazionale FotoGrafia Baume & Mercier, presenta il lavoro che ha realizzato proprio grazie al Premio, che descrive l’utopistico sistema comunista attraverso la storia della sua città natale Humenne, in linea con il tema scelto ‘Una storia del mio mondo’. Inoltre verrà presentata la nuova produzione di Gabriele Basilico, quest’anno protagonista della Commissione su Roma- FotoGrafia alcatel Lucent,progettoche caratterizza il Festival ogni anno,con un lavoro sul fiume Tevere, a cui si lega la collettiva “Roma” che affianca più fotografi fra cui Graciela Iturbide, Tim Davis, David Farrell, Pieter Hugo, Raffaela Mariniello, Milton Gendel, Miguel Rio Branco, Paolo Ventura, Shi Gu Roi, Claudia Jaguribe e Hiroyuki Masuyama.
(fotografia di Gabriele Basilico)
Al Museo di Roma in Trastevere sarà presentata la tragedia politica della Birmania da Orit Drori, con la mostra BURMA (Between Us Remember Me Always), mentre Daniele Dainelli con la mostra Tokio in eclisse si concentra sulla sua personale visione della metropoli giapponese. Inoltra la collettiva Solo in Italia, di Francesco Cocco, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli e Massimo Siragusa, per raccontare quattro diversi momenti del nostro paese. In occasione del 40° anniversario della nascita della comunità di Sant’Egidio, il Festival dedica un ampio spazio al lavoro della comunità con i reportage di Riccardo Venturi, PRIMERO DIOS ! e di Giuliano Matteucci, Abitare Conakry, realizzati rispettivamente a El Salvador e nella Guinea Conakry.
Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna un’importante mostra sulla fotografia di David Perlov (che prevede anche una serie di proiezioni dei suoi film più importanti al Palazzo delle Esposizioni) e Passanti di Rossella Bellusci.
Al Macello IV uno spaccato delle tendenze emergenti con in programma il 5 aprile un grande evento per festeggiare l’apertura del Festival presentando molte delle proposte caricate, nei mesi passati, su www.fotografiafestival.it.
Presso la galleria dell'IILA la mostra dal titolo Día a día. Premio IILA-FotoGrafia con i migliori lavori presentati per il premio.
Il lavoro sul territorio laziale promosso dalla Regione Lazio è partito quest’ anno da un workshop, condotto da Olivo Barbieri e David Farrell, a cui hanno partecipato 12 ragazzi,che darà vita alla mostra Il cammino della via Francigena presso lo spazio espositivo GIL.
Sempre più ricco quest’anno il programma del Circuito del Festival che coinvolge gallerie d’arte, Istituti di Cultura, Accademie, scuole, bar, librerie.
A partire dal 3 aprile, i tre giorni di inaugurazione del Festival, vedranno una densa serie di appuntamenti tra cui le Lezioni Romane (Martin Parr, Giovanna Calvenzi, Tim Davis), Il Primo Premio FotoGrafia-Libro, la presentazione del progetto vincitore per il Premio Internazionale FotoGrafia Baume & Mercier e molti altri incontri ed eventi.
30 aprile 2008
Sebastiano del Piombo
Abbiamo avuto l’occasione di visitare la mostra monografica dedicata per la prima volta a Sebastiano Luciani, detto “del Piombo” (1485 – 1547), considerato un maestro fra i maestri del rinascimento, contemporaneo di Michelangelo, Leonardo, Giorgione, Tiziano e Raffaello e discepolo di Bellini e Giorgione. Sono ottanta le opere esposte in mostra a Palazzo Venezia. Qui potete guardarne il video:
- Roma, Palazzo Venezia dal 8 febbraio al 18 maggio 2008.
- Berlino, Staatliche Museen zu Berlin-Gemäldegalerie, Kulturforum, Sonderausstellungshallen, dal 28 giugno al 28 settembre 2008.
18 aprile 2008
Il Salone del Mobile della Triennale
- Studio Museo Achille Castiglione
- Made in Cassina
- Reflets d'amitié: Giò Ponti e Christofle 1925-2008
- Percorsi di design: sessant'anni di storia Bticino
- Foodesign Guzzini Made in Japan
- MINI Design Award 2008
- NEOREAL: The Design World Created by Canon
In mostra anche la magnifica sedia Emeco, firmata Sottsass, adesso ammorbidita, colorata e anche ridimensionata.
2 febbraio 2008
Conferenza di Vincenzo Trione
Il Dipartimento d'Italiano della E.O.I. di Valencia ci informa che mercoledì prossimo, 6 febbraio alle ore 17 nell'Aula Magna dell'EOI di Valenza, Vincenzo Trione, commissario della mostra su Giorgio De Chirico (IVAM) terrà una conferenza-colloquio sul pittore.
E.O.I. di Valencia, C/ Llano de Zaidía 19, Valenza.
10 gennaio 2008
Mostra di De Chirico a Valencia
10 ottobre 2007
Autunno
Il titolo di questo quadro è Autunno, ed è composto, come altri suoi ritratti, da frutti e oggetti.
6 ottobre 2007
Giornata del Contemporaneo
L'Amaci, l'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani, organizza oggi 6 ottobre la Giornata del Contemporaneo: 23 musei di tutto il paese apriranno le porte al pubblico in modo gratuito e i visitatori potranno ammirare splendide opere d'arte moderna. Ci collaborano, fra più di 500 organizzazioni, la Darc, la Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte Contemporanea, e il Wwf.
1 ottobre 2007
Carta-mania
Una delle artiste italiane che ci ha partecipato è Clizia Ornato, designer apprezzata dalla cantante Giorgia. Ecco alcuni dei suoi gioelli fatti di carta:
Inoltre, al fotografo Alessandro Giuliani, artista lucchese, è stato assegnato, il premio Città di Lucca per il miglior lavoro artistico prodotto all'interno dell'evento.
Se vi interessa l'origami, in questa pagina troverete modelli, video e istruzioni per costruire le vostre opere d'arte.
29 giugno 2007
Luca Pacioli e "Il libro di magia più antico del mondo"
Abbiamo letto sul giornale spagnolo El País che il matematico statunitense David Singmaster (noto per avere risolto il cubo di Rubik) ha scoperto quel che è stato chiamato “il libro di magia più antico del mondo”, un libro di prestidigitazione del Rinascimento. Un articolo simile è stato pubblicato da The Guardian.
Ma questo non è del tutto vero. Quello che ha fatto Singmaster è promuovere la traduzione all’inglese del libro di Luca Pacioli, De viribus quantitatis (sul potere dei numeri), che, a quanto dicono gli articoli sopra citati, è stato scoperto recentemente nell’Università di Bologna.
De viribus quantitatis è uno dei libri del matematico italiano Luca Pacioli. Infatti, questo libro non era occulto, e Carlo Pedretti, esperto in storia dell’arte aveva già studiato il volume nel 1954.
La notizia di questa "scoperta" avrà probabilmente qualcosa a che vedere con il fatto che la traduzione sia stata incaricata dal Conjuring Arts Research Centre in New York, e che prevede un favoloso incasso con la pubblicazione di questo manuale... una vera e propria magia!
Il libro fu scritto da Luca Pacioli in italiano fra il 1496 e il 1508, e si tratta di un libro su “ludi matematici”. Leggiamo su Wikipedia:
È stato messo in evidenza come Luca Pacioli oscilli tra due concezioni antitetiche della matematica: una di natura pratica e l’altra di natura speculativa, in rapporto alla quale egli non esita ad aderire alle suggestioni mistico-magiche del platonismo umanistico. Si rivelerebbero in questo i limiti della sua preparazione scientifica.
In realtà l’opera di Luca Pacioli va vista nel contesto culturale del Rinascimento italiano. Pacioli non è - come vistosamente non lo è il suo contemporaneo Girolamo Cardano e come non lo sarà, più tardi, neppure Keplero - un matematico in senso stretto; egli stesso dichiara che per scienza matematica si deve intendere la somma di aritmetica, geometria, astrologia, musica, prospettiva, architettura e cosmografia.
È questa summa di saperi e di rimandi concettuali tra essi che lo incuriosisce e lo affascina. I rapporti con la nascente classe mercantile a Venezia, a Firenze, a Milano, a Roma e nelle molte altre città italiane dove ebbe modo di insegnare, ma anche la frequentazione di famosi artisti del tempo che lo mettono al corrente della pratica della pittura e dell’architettura, lo sollecitano ad esplorare - con la stessa curiosità e senza avvertire alcuna frattura concettuale - i rapporti tra matematica applicata e matematica teorica.
Illustrazioni di Leonardo Da Vinci per il De Divina Proportione di Luca Pacioli (1498)
L'enigmatico dipinto che rappresenta Luca Pacioli è un'opera attribuita a Jacopo de Barbari che si conserva nella Pinacoteca del Museo Capodimonte di Napoli.
13 giugno 2007
Genova, da zü in sciü
12 maggio 2007
C'è arte per te: La Settimana della Cultura
1 aprile 2007
Buongiorno tristezza
A Verona, a Palazzo della Ragione, una grande mostra indaga la malinconia come fonte d'ispirazione per artisti dal Quattrocento al Novecento, da Botticelli, Michelangelo e Caravaggio, fino a Modigliani, Cragg e Viola.
Questa mostra s'intitola Il settimo splendore. La modernità della malinconia. Potete visitarne il blog.
21 marzo 2007
Il gemellaggio fra Cremona ed Alaquàs
(fotografia da internet):Cremona
Il gemellaggio è, secondo Demauroparavia, "un legame simbolico stabilito tra due città di nazioni diverse, atto a stabilire o sviluppare più strette relazioni economiche, politiche e culturali". Le città di Cremona (Italia) e di Alaquàs (Valencia, Spagna) hanno firmato un patto di gemmellaggio nel 2004. Nella pagina del Comune di Cremona ne leggiamo le ragioni:
Le ragioni del gemellaggio vanno ricondotte al legame esistente tra la città di Cremona e la città di Alaquàs nel periodo in cui la Lombardia era sotto il dominio spagnolo. Alla fine del XVII o al più tardi all'inizio del XVIII secolo Don Felix Pardo de la Casta, fratello di Don Baltasar Pardo de la Casta signore di Alaquàs, fu nominato governatore militare di Cremona dove conobbe e sposò Margherita Lodi. Dal matrimonio nacque una figlia, Mariana Pardo de la Casta y Lodi. Don Felix morì a Cremona e fu tumulato nella chiesa di S. Ilario (sopra la sua tomba si può ancora vedere una lapide commemorativa).
Fotografia da Internet: il Castello di Alaquàs
Mariana Pardo de la Casta y Lodi visse a Cremona dove sposò Giovan Battista Manfredi, appartenente ad uno dei casati più in vista allora in città al quale era stato concesso il titolo marchionale dall'imperatore Carlo VI. Giovan Battista Manfredi era maggiore della Polizia Urbana di Cremona ed abitava con la sua famiglia in un palazzo vicino alla chiesa di S. Agata. La coppia ebbe un figlio, Giuseppe Manfredi y Pardo de la Casta, 12° marchese del casato Manfredi, che morì a Cremona nel gennaio del 1744 e fu sepolto nella chiesa di S. Agostino. Sposato con la cremonese Barbara Raimondi, Giuseppe Manfredi ebbe a sua volta un figlio, chiamato Giovan Battista, 13° marchese del casato Manfredi, morto nei pressi di Cremona e sepolto nella chiesa di S. Abbondio dai padri teatini nel dicembre 1770. Fu proprio Giovan Battista Manfredi ad ereditare la signoria di Alaquàs alla morte di Don Baltasar Pardo de la Casta, non avendo avuto quest'ultimo nessun discendente diretto. Si ricostituisce in questo modo il legame tra Cremona e la cittadina spagnola.
Nel momento in cui ricevette la reggenza del feudo posto nel territorio di Valencia, il marchese Manfredi viveva nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso in S. Abbondio ed era sposato con Teresa Fraganeschi, imparentata con l'allora vescovo di Cremona. Giovan Battista Manfredi prese possesso della signoria di Alaquàs il 18 gennaio del 1772. Suo successore fu il figlio, Giuseppe Ignazio Manfredi, che nel 1806 si trasferì nella parrocchia di San Michele di Cremona. Sino alla metà del XIX secolo il feudo di Alaquàs venne governato secondo direttive impartite da Cremona. A partire dalla metà del XIX secolo Ignazio Manfredi ed i suoi successori misero in vendita i loro possedimenti terrieri spagnoli, compreso il palazzo nobiliare. Questo edificio, noto come il Castello di Alaquàs, è stato da poco acquisito dalla Municipalità di Alaquàs che, attraverso un sapiente ed attento restauro, lo ha trasformato in un centro culturale tra i più vivaci ed importanti della città.
Opere di Anguissola e Campi (immagini da Internet)
22 gennaio 2007
I coniugi Arnolfini
Le Fiandre erano una delle aree più ricche dell’Europa di quegli anni, grazie soprattutto ad una fiorente attività industriale e commerciale, e non poteva non attirare gli interessi delle grandi banche toscane che in quel periodo si stavano espandendo in tutta Europa. Giovanni Arnolfini era un ricco mercante di Lucca, che si trasferì a vivere a Bruges, insieme alla moglie Giovanna Cenami.
Arnolfini era un uomo facoltoso, e poteva quindi permettersi un’opera così importante e costosa: il suo ritratto è divenuto una delle opere d’arte più famose di tutti i tempi. La sua fama è legata a molti particolari, ma uno dei più curiosi e popolari è sicuramente la presenza dello specchio convesso posto sulla parete di fondo, e che vediamo giusto tra i due coniugi. Attraverso questo specchio, per la prima volta un pittore propone una rappresentazione più complessa dello spazio: in una stessa immagine possiamo vedere la stanza da due punti di vista, quello del pittore e quello, opposto, dei personaggi ritratti. Si ha così, potremmo dire, una rappresentazione dello spazio a 360°. Nello specchio vediamo i due coniugi di spalle e, tra essi, si vedono altre due figure: una delle due è ovviamente il pittore che sta eseguendo il ritratto. Pittore che colloca la sua firma in forma insolita, scrivendo, proprio sopra lo specchio, «Johannes de eyck fuit hic 1434»: Jan van Eyck è stato qui.
Questo specchio è un notevole saggio di bravura e di maestria: oltre alla rappresentazione dello spazio attraverso una superficie convessa, contiene anche dieci piccoli medaglioni che raffigurano altrettante scene della passione di Cristo. Piccolissimi quadretti, che danno la misura dell’estrema meticolosità da miniaturisti di questi pittori, precisi anche nei dettagli più minuti.
Ma la grandezza di questo quadro è da cercarsi soprattutto nella qualità della luce. Lo spazio è illuminato da alcune finestre collocate sulla sinistra, che danno alla stanza una illuminazione radente. Questa luce, avendo una direzione ben precisa, illumina in maniera differenziata anche le superfici piane ed infatti, qui, per la prima volta, vediamo un pittore che tratta con il chiaroscuro anche una superficie piana, qual è quella della parete di fondo. Ma questa luce riesce anche a dare qualità e giusto senso tattile ad ogni superficie che compare nel quadro: le superfici metalliche, quelle delle stoffe, quelle del legno e così via, hanno l’aspetto reale e convincente che noi avvertiamo proprio dal diverso modo di riflettere la luce. Qui avvertiamo una capacità di osservazione, e di analisi della percezione ottica, assolutamente senza eguali nella ricerca artistica di quegli anni.
La grande attenzione alla visione consente a Jan van Eyck di costruire uno spazio prospetticamente valido, tuttavia, anche se in maniera meno accentuata, anche qui si avverte lo stesso equivoco di tanta pittura nordica di quegli anni: la stanza è vista da un punto di vista leggermente più alto rispetto a quello dal quale sono rappresentati i due coniugi.
Il significato del quadro è ancora oggetto di valutazioni, tuttavia appare certo che esso è inteso a celebrare l’unione matrimoniale dei due protagonisti. Probabilmente fu realizzato proprio per l’occasione delle nozze, e come spesso accade per opere del genere, il suo significato è un’apologia del matrimonio. La donna ha un vestito che, nella sua strana forma, indica la fertilità della donna, mentre il cagnolino ai suoi piedi è simbolo della sua fedeltà: due qualità fondamentali per una donna che aspirava ad essere una buona moglie. Dalla parte dell’uomo vediamo a terra due zoccoli di legno, nella classica foggia olandese. Essi sono in realtà simbolo di vita proba e laboriosa, necessaria a sostenere una felice unione familiare. Probabilmente anche la scelta dei colori (il rosso del letto, il verde della veste della donna) non erano casuali, ma avevano significati simbolici che però oggi abbiamo completamente dimenticato.
Rimane tuttavia la perfezione di un’opera che non lascia nulla al caso, in cui tutto è determinato con estrema precisione e che raggiunge l’effetto di un’armonia assoluta.
Io adoro questo quadro,e voi?