
27 marzo 2012
Sciopero

23 gennaio 2012
Basta tagli alla scuola!
- il pomeriggio: il mercoledì e il giovedì alle ore 18.45
- la mattina: a mezzogiorno
10 ottobre 2010
Wath are you stalking about?
(Italia: no Stalking from MeltingLAB on Vimeo.)
è un termine inglese (letteralmente: persecuzione) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Questo tipo di condotta è penalmente rilevante in molti ordinamenti; in quello italiano la fattispecie è rubricata come atti persecutori, riprendendo una delle diverse locuzioni con le quali è tradotto il termine stalking. Il fenomeno è anche chiamato sindrome del molestatore assillante.
Siamo rimasti sorpresi quando, dopo questa sanguinosa estate (nove donne uccise in un mese), questi gravissimi delitti sono stati classificati dai mass media come "stalking" e gli assassini "stalker": "L'estate degli stalker".
Infatti, i giornalisti li ritengono "delitti di amore" o "delitti passionali". Altri curiosi titolari di giornali:
- Delitti e passioni, nove donne uccise in un mese
- Una calda estate di amore e sangue
- Quando la passione diventa omicidio
- Folle di gelosia, uccide la sua donna e si suicida
Ma leggendoli, non è chiaro chi sia la vittima, l'assassino in preda alla follia e alla gelosia o le donne che sono state uccise?
E voi, cosa ne pensate? Secondo voi, l'omicidio di una donna può considerarsi un modo estremo di "stalking"? E poi, qual è il ruolo dei mass media quando danno queste notizie? È bene che ogni giornale o trasmissione esprima il proprio punto di vista così come si fa adesso?
8 marzo 2009
Prada: il vero prezzo del lusso
(Immagine da Internet)
In occasione della Giornata Internazionale della Donna,
Nicole Farhi racconta: "Le condizioni nelle tre fabbriche turche della DESA sono pessime: i salari sono molto bassi, le ore di lavoro eccessive, le condizioni di salute e sicurezza insufficienti. I lavoratori denunciano che non ci sono abbastanza servizi igienici per tutti e quelli esistenti sono sudici. L'unica acqua da bere proviene da un buco ricavato nel pavimento del bagno".
"I consumatori potrebbero pensare che spendendo 990 euro per una borsa Nappa Patch di Miu Miu (Prada) - uno dei i modelli prodotti dai lavoratori della DESA - stiano acquistando un prodotto esente da sfruttamento che non cancella la dignità di chi lo produce. Questo caso dimostra che non è così" - sostiene Deborah Lucchetti della Campagna Abiti Puliti.
8 marzo 2007
8 marzo, la giornata internazionale della donna

(foto da www.comune.modena.it)
L'otto marzo è, come tutti sapete, la giornata internazionale delle donne. Vi invitiamo a leggere il post di Chiodo Schiaccia Chiodo e questo articolo sulle origini di questa giornata e su come si festeggia oggi in Italia (le mimose che vengono regalate alle donne e il modo in cui alcune ragazze italiane commemorano questa giornata...). Ci è sembrato anche molto interessante ricordarne non solo le origini, ma anche il senso. Perciò, vi riportiamo alcune notizie che abbiamo letto sul sito di Amnesty International :
La violenza sulle donne è un cancro che divora il cuore di ogni società, in ogni paese del mondo. Sia in tempo di pace che in tempo di guerra, le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, private del diritto all’esistenza stessa. Almeno una donna su tre, nel corso della propria vita, ha subito gravi forme di violenza.
La violenza colpisce in più modi le donne nei conflitti armati: le bambine soldato sono regolarmente stuprate dai propri commilitoni; le donne e le bambine estranee ai combattimenti vengono mutilate, stuprate e uccise come si trattasse di trofei di guerra; il rientro dei soldati nelle proprie case produce un ulteriore aumento della violenza domestica.
Milioni di donne sono sottoposte a violenza domestica da parte dei propri compagni e familiari, la vergogna e il timore le inducono a non denunciare l’accaduto e, quando trovano questa forza, raramente vengono prese sul serio. Il fenomeno è diffuso ovunque, Europa compresa.
“Bordertown”, presentato al recente Film Festival di Berlino, in uscita in Italia il 23 marzo col patrocinio di Amnesty International, racconta 14 anni di omicidi seriali di donne nello Stato messicano di Chihuahua. La protagonista, Jennifer Lopez, cui Amnesty International ha conferito quest’anno il proprio premio “Artists for Amnesty”, è una giornalista che indaga su questi delitti irrisolti.
Dal 1993, più di 400 donne sono state barbaramente assassinate a Ciudad Juárez e in altre città dello Stato messicano di Chihuahua. Le indagini locali sono risultate profondamente inadeguate, tra depistaggi, colpevoli ritardi, mancato transennamento e protezione della scena del delitto e falsificazione delle prove.
E poi...
Ricordate la pubblicità di Dolce e Gabbana che è stata ritirata in Spagna? Anche su questo parla il sito di Amnesty:
La Sezione Italiana di Amnesty International ha duramente criticato la nuova campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana, presentata in questi giorni anche in Italia.
La campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana presente sui mezzi d'informazione rischia di rappresentare un'apologia dell'uso della violenza nei confronti delle donne ed è un contributo veramente inaccettabile dei due stilisti italiani alla vigilia della Giornata internazionale della donna. L’associazione auspica che, come recentemente successo in Spagna, sia ritirata al più presto.
Dal 2004, Amnesty International conduce la campagna mondiale "Mai più violenza sulle donne", per denunciare e fermare un fenomeno che colpisce, in molti paesi, due donne su tre e da cui l'Italia non è affatto immune, come denunciato dall'ultimo rapporto Istat. Il diritto delle donne a vivere libere dall'incubo della violenza ha bisogno di tutto meno che di immagini come quelle di Dolce e Gabbana.
4 gennaio 2007
L'Italia e l'Europa contro la pena di morte
Noi siamo contro la pena di morte in ogni caso, e abbiamo scelto la foto del Colosseo illuminato perché le sue luci cambiano ogni volta che nel mondo si commuta una condanna a morte.